L’invasione dei conigli nani «Mi distruggono il giardino»
Una signora che abita nella periferia cittadina lancia l’allarme Per ripararsi dai predatori gli animaletti scavano profonde tane
la storia
Non poteva credere ai propri occhi l’anziana signora che qualche giorno fa ha visto arrivare dalla campagna circostante nel proprio giardino, in periferia di Ferrara, una coppia di conigli nani trotterellanti. Poco dopo li hanno seguiti altri esemplari. Dopo la prima incredulità la signora ha avvertito le autorità, anche perché il numero di animali che ha colonizzato il giardino ha continuato ad aumentare di giorno in giorno.
Polizia provinciale e azienda Usl, una volta effettuate le indagini del caso, hanno già predisposto, in concerto con Lega italiana dei diritti degli animali, guardie ecologiche volontarie e Organizzazione internazionale protezione animali, la cattura dei conigli in modo da poterli affidare all’Associazione animali esotici che ne curerà la sterilizzazione e l’affidamento a chi volesse poi ospitarli a casa propria.
Ma da dove arrivano questi conigli? Pare che poco distante dal podere dove sono arrivati ci sia un privato con la passione degli animali esotici. Avrebbe infatti sul proprio terreno proprio dei conigli nani, oltre a struzzi e animali non tipici della nostre zone. Da lì i conigli sarebbero fuggiti per poi fare base nel giardino poco distante dell’anziana signora. Molti di essi paiono in buone condizioni, ma alcuni presenterebbero segni di qualche possibile malattia. Questo fatto, oltre alla grande propensione alla veloce riproduzione, fa si che la cattura e la gestione di questi animali abbia una certa urgenza. «Certo, sono belli da vedere – dice la signora con la mano sulla fronte mentre cerca di vedere in lontananza i piccoli conigli che scorrazzano – ma sono sempre di più e con la loro abitudine di scavare le tane per ripararsi dai predatori mi stanno letteralmente distruggendo il giardino. Sono sbucati praticamente dal nulla qualche giorno fa e ora hanno preso praticamente possesso del nostro podere. Qui sono facile preda delle gazze, che sono spietate e mangiano gli occhi ai piccoli, e delle volpi di notte». —
Filippo Rubin
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