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La Roma imperiale riemerge dal sottosuolo «Ad Argenta mai un rinvenimento simile»

Giorgio Carnaroli
La Roma imperiale riemerge dal sottosuolo «Ad Argenta mai un rinvenimento simile»

Eccezionale scoperta in aperta campagna: frammenti in ceramica che risalirebbero al II o III secolo dopo Cristo 

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il fatto

«Un edificio ricco e frequentato, di notevolissima importanza, riconducibile all’età romana imperiale tra il II e il III secolo dopo Cristo: ne sono sicura». A dire queste parole è una grande esperta: Chiara Guarnieri della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna. Un’affermazione riguardante il ritrovamento di alcuni frammenti in ceramica (e non solo) in aperta campagna alle porte di Argenta. La straordinarietà sta nel fatto che mai nell’Argentano erano stati ritrovati siti archeologici che potessero rifarsi al periodo romano.

scavi mirati

Sul cosa possa essere questo luogo da alcuni giorni oggetto di scavo, Chiara Guarnieri, pur con un briciolo di prudenza, ha precisato ieri mattina che «lungo i dossi, i Romani costruirono dei punti di sosta. Fra qualche mese – ha spiegato – ne sapremo di più. A noi ora spetta il compito di sondare l’estensione con interventi mirati e per farlo abbiamo la collaborazione del Gruppo Archeologico Ferrarese e del Lions di Argenta. Un lavoro, dunque, che può fare solo un archeologo per evitare che qualcun altro lo faccia rovinando ogni possibile ricerca e per questo lo scavo sarà tutelato».

tutto nasce per caso

Le parole della sopraintendente fanno luccicare gli occhi al sindaco Antonio Fiorentini, che non sta nella pelle. «Tutto nasce quando due agricoltori – è la storia iniziale di questo ritrovamento raccontata dal primo cittadino –, parlando fra loro, raccontano di aver trovato nel campo della roba. Uno dice all’altro: “Ci pensi tu?” e l’altro risponde “sì, informo io Luca Simoni della Cia”. Viene informato il vicesindaco Baldini che a sua volta approfitta della presenza in piazza Garibaldi di un archeologo e tutti vanno sul campo. Fin qui la prima fase».

Fiorentini passa alla seconda fase aggiungendo: «Abbiamo preso accordi di tipo amministrativo e in pochi giorni sono iniziati gli scavi. È una scoperta straordinaria mai rinvenuta ad Argenta e inoltre non si aveva conoscenza di edifici di età Romana. Questo rimette in discussione la parte museale».

«La straordinarietà – ha aggiunta Nerina Baldi, responsabile turismo del Comune di Argenta – è che il tutto si trova ad una profondità limitata e lontano dai depositi alluvionali dei fiume. C’è poi una fonte letteraria ottocentesca dell’argentano Magrini (presente nell’archivio storico della biblioteca comunale; ndr) che evidenzia un sito romano vicino a Bando». L’invito finale di Benedetta Bolognesi, dell’archivio storico argentano, ha riguardato i cittadini «che ci fanno ogni tipo di segnalazione: questo è molto importante che dà valore ai musei. Sono appassionati – ha concluso – che invito a fare molta attenzione e a continuare a segnalarci ogni tipo di rinvenimento archeologico». —

Giorgio Carnaroli

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