Regione e Comuni oggi mobilitati: sì alla Cispadana
Regione, Comuni e Province manifestano per avere più infrastrutture, mentre dall’altra parte associazioni ambientaliste e partiti di sinistra, oltre a quelli dell’area di governo, li contestano. È questo lo scenario in cui si prepara l’iniziativa di protesta di questa mattina a Bologna, al centro della quale vi sono i cantieri non ancora partiti d’importanti infrastrutture stradali come l’autostrada Cispadana.
Mobilitazione
L’iniziativa di mobilitazione, lanciata da Bonaccini l’indomani del blocco delle infrastrutture da parte del governo, si svolge al Palazzo dei congressi di piazza Costituzione, nel capoluogo regionale, e riguarda, oltre alla Cispadana, anche il Passante di Bologna e la bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo. È prevista la partecipazione dell’assessore Aldo Modonesi per conto del Comune (il sindaco Tagliani è fuori città), oltre ai rappresentanti delle Province interessate. Ci saranno i rappresentanti delle associazioni d’impresa e dei sindacati, è stato invitato il ministro delle Infrastrutture, Danino Toninelli, che però non ha confermato la presenza. «Abbiamo cercato ostinatamente in questi mesi un tavolo di confronto con il governo - ha sottolineato il presidente della Regione - ma purtroppo nulla è successo. Sono ormai mesi che siamo in totale assenza di fatti concreti, solo rinvii. E questo non è uno sgarbo a me o a qualcun altro, ma alle istituzioni, ai territori e alle comunità locali».
Opposizioni
Già Legambiente aveva criticato l’iniziativa, sottolineando l’opportunità d’investire piuttosto in mobilità sostenibile. Su questa scia si muovono i segretari regionali di cinque sigle della sinistra (Rifondazione, Sinistra italiana, #Perimolti, Possibile e Pci): «Non è utile un’iniziativa per sostenere autostrade pensate decenni addietro - scrivono in una lettera aperta - La Bassa Modenese e l’Alto Ferrarese necessitano da tempo di un intervento di cucitura dei tratti di Cispadana urbana già esistenti, senza snaturamenti». —
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