San Francesco, slitta la riapertura totale È il giorno delle reliquie
Non sarà così perfettamente sincronico il passaggio di testimone tra il Duomo, chiuso da lunedì per un intervento alle colonne portanti, e la basilica di San Francesco di via Terranuova-via Savonarola, la cui completa riapertura dopo i lavori post sisma era stata data per imminente. Le operazioni di ripristino, invece, spiega il rettore della basilica, Padre Orazio Bruno, si prolungheranno ben oltre la data prevista, e sarà necessario un altro mese e mezzo circa per ultimare i lavori e rendere completamente agibile l’edificio religioso.
Almeno fino a Pasqua, dunque, la basilica continuerà a essere fruibile solo nella parte del transetto, in grado comunque di contenere 250 fedeli, e di essere in grado di adempiere alla funzione di “supplente” del Duomo e di ospitare le messe del Vescovo durante il periodo di chiusura della Cattedrale.
Già programmata, invece, e confermata per oggi alle 16, la messa che sarà celebrata da monsignor Massimo Manservigi, vicario generale della Diocesi di Ferrara, in occasione dell’arrivo delle reliquie di Sant’Antonio. È la prima volta che le reliquie del Santo da Padova, uno dei più venerati della chiesa cattolica, vengono accolte in città. Un risultato reso possibile grazie al fondamentale interessamento dei frati minori conventuali che hanno sede appunto nella Basilica di San Francesco, eretta nel 1494 da Biagio Rossetti, una tra le più belle chiese di Ferrara. Per una settimana, le reliquie di Sant’Antonio faranno tappa nei principali luoghi di culto della città.
La speranza era di poter accompagnare un evento tanto atteso dai fedeli con la riapertura completa della basilica, ma il “miracolo” in questo caso non è avvenuto. È proprio un miracolo invece ad attestare la presenza del Santo a Ferrara nel XIII secolo. A quel tempo Sant’Antonio svolgeva il ministero della predicazione tra la gente, e passando in via Zemola vide un uomo che accusava la moglie di tradimento e minacciava di ripudiarla. La donna aveva dato alla luce un bambino, e la carnagione un po’ scura del neonato aveva suscitato la rabbia e la gelosia del marito. Fu Sant’Antonio a far scagionare la donna, imponendo al neonato di parlare nonostante i pochi giorni di vita. Il bimbo si rivolse allora al marito furioso e gli disse “tu sei mio padre”. L’evento prodigioso venne festeggiato dal popolo ferrarese, e a distanza di oltre sette secoli quel miracolo verrà rievocato con una tappa del viaggio delle reliquie proprio in via Zemola. —
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