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Dal disastro di Chernobyl a una nuova famiglia «Olga sarà nostra figlia Un sogno che si avvera»

Katia Romagnoli
Dal disastro di Chernobyl a una nuova famiglia «Olga sarà nostra figlia Un sogno che si avvera»

Portogaribaldi. Mario e Luisa Barillari stanno procedendo all’adozione «Per 14 anni l’abbiamo ospitata, questa volta resterà per sempre» 

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La storia

L’adozione di Olga, un sogno che si corona dopo tanti anni. Ai primi di giugno Olga, una bellissima ragazza bielorussa che il 13 marzo compirà vent’anni, tornerà con altri giovanissimi connazionali, ospiti di famiglie ferraresi, ma questa volta resterà per sempre con la sua famiglia adottiva.

Un legame forte

È la storia di un legame affettivo sbocciato grazie alla Fondazione “Aiutiamoli a vivere”, quella che consentirà finalmente a una coppia comacchiese di adottare la ragazza, che per 14 anni ha trascorso la stagione estiva in una famiglia, che da sempre l’ha accolta come una figlia. Il cuore grande di Luisa e Mario Barillari, quest’ultimo ex-consigliere comunale conosciuto da tutti in laguna, non solo per l’impegno politico ultraquarantennale, ma anche come imprenditore del settore balneare, ha fatto sì che un sogno lungamente vagheggiato si possa tramutare presto in realtà, quello di essere genitori.

Scogli burocratici

«Ci era stato riferito che l’adozione di un minore è molto più complicata – spiega Mario Barillari – e così è arrivato il suggerimento di attendere la maggiore età di Olga, ma così facendo, ora lei è diventata una cittadina extracomunitaria e si sono presentati scogli di natura burocratica. Ci sta dando una mano l’avvocato della fondazione da Roma, che tiene i contatti istituzionali con l’ambasciata e il presidente Sergio De Cicco, che ringrazio per il suo impegno».

Se le pratiche dell’adozione non saranno ultimate durante la primavera, comunque verranno portate a termine durante i tre mesi di soggiorno estivo in Italia di Olga, per cui la giovane bielorussa diventerà a tutti gli effetti figlia di Luisa e Mario Barillari entro l’estate. «Quattordici anni fa abbiamo cominciato a ospitare Olga a casa nostra, prima abitavamo a Comacchio e ora a Porto Garibaldi – prosegue Mario Barillari – e per anni abbiamo ospitato anche un’altra ragazza bielorussa, Samantha, che ora ha 25 anni ha messo su famiglia con un vigile del fuoco, da cui ha avuto un bimbo. Olga dall’età di 6 anni e fino ai sedici è rimasta in un istituto, perché proveniva da una famiglia poverissima, come la gran parte di quelle bielorusse».

disastro e rinascita

Olga è nata nel 1999, tredici anni dopo il disastro della centrale nucleare ucraina di Chernobyl, ma gli effetti della nube tossica, a causa delle correnti dei venti, si sono concentrati principalmente a sud del confine della Bielorussia, Paese da cui provengono gli adolescenti ospitati da tante famiglie italiane, da giugno a settembre. La permanenza in Italia restituisce ai ragazzi salute e anni di vita, sottraendoli all’esposizione di pericolose radiazioni, ancora purtroppo presenti.

«Olga vive in un villaggio, a oltre 200 chilometri da Gomel, capitale regionale della Bielorussia, dove ancora mancano la luce e l’acqua – ricorda Mario Barillari –, dove c’è tanta povertà. Per spiegare come si vive in quelle zone, bisogna toccare con mano quella realtà». La ventenne bielorussa a Comacchio ha trovato una famiglia che le vuole bene, che le ha insegnato a parlare italiano e anche il dialetto locale, a leggere e a scrivere, ma anche ad andare in bicicletta e a guardare con fiducia e speranza al futuro. «Luisa avrebbe voluto adottarla prima, ma poi – conclude Barillari – è scattata anche in me la molla dell’adozione». Un sogno che sta diventando realtà. —

Katia Romagnoli

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