Il mattatore Balasso è sold out «La comicità sa far riflettere»
Il comico stasera è di scena per la stagione di “Comacchio a Teatro” Ma prima c’è stato “Adrian”: non mi interessa la tv, ma Celentano...
il personaggio
«La comicità ci racconta che siamo capaci di sbagliare e per nostra natura. Poi fa sempre riflettere, anche quando sembra leggera e riguarda l’errore umano. Prima di me lo ha detto Sigmund Freud». Tra il serio ed il faceto, Natalino Balasso, fra i big del cartellone di “Comacchio a Teatro”, diretto da Massimiliano Venturi, snocciola perle di saggezza, spiegando l’essenza della comicità. Oggi, alle 21, il comico originario di Porto Tolle, ma «per amore da tanti anni vivo nel Modenese, sono cose della vita», ammette, sale sul palco della sala polivalente San Pietro, per presentare il suo spettacolo “Stand un Balasso”, sold out da settimane. «È una raccolta, una galleria di brani degli ultimi dieci anni – prosegue –, ci sono cose più vecchie, ad esempio il brano in cui rivelo il mio amore per Alessandro Bergonzoni, ma anche uno più recente con Gesù che scende insieme a San Pietro nel Delta del Po. Ci sarà un comico con la luce, un microfono e tanta affabulazione».
Il teatro è indubbiamente la dimensione ideale di Balasso, lanciato al successo nel 2002 grazie a Zelig e Mai dire gol, approdato in tv dopo dieci anni di esperienza teatrale alle spalle. «Mi piace molto anche il cinema – riconosce -, però i film riesco a farli in estate, perché in primavera e in autunno contano i miei impegni teatrali. Non amo fare cose insieme».
da adrian a comacchio
Reduce dalla partecipazione al programma televisivo “Adrian”, al fianco di Adriano Celentano, Balasso confida che «non mi interessava andare in tv, ma Adriano è un matto e solo i matti ci possono salvare. Mi piace il suo approccio infantile alla tv, è segno di follia. Voleva far vedere il suo cartoon in televisione. Solo un artista folle come lui poteva pensare di proporlo in prima serata».
In futuro Balasso riprende “Arlecchino servitore di due padroni” di Carlo Goldoni, che gli è valso il prestigioso premio “Arlecchino d’Oro 2018”, conferito agli artisti che hanno saputo valorizzare le contaminazioni tra diverse espressioni artistiche. —
K.R.
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