Meloni, l’appello al Governo «Qui l’Esercito va rafforzato»
Da via Cassoli la presidente di FdI chiede più soldati contro spacciatori e criminali Poi la camminata e l’incontro con attivisti del Camerun che alla fine la acclamano
Aumentare il numero di soldati nel quartiere Gad: «Chi abita qui non deve avere paura di uscire la sera, e per avere più sicurezza serve una maggiore presenza delle forze dell’ordine». Giorgia Meloni arriva e si getta a capofitto sulle questioni locali. Un po’ si ripara, un po’ la prende con una buona dose di ironia.
sala gremita
Ma la soddisfazione per una sede di Fratelli d’Italia gremita ed in attesa del suo arrivo, le si legge chiara in volto. Meloni, deputata e presidente di Fratelli d’Italia, arriva alle 14,15 in via Cassoli 50, sede del partito e della segreteria politica di Alberto Balboni, senatore ferrarese. Quello della Meloni è un tour tipico delle campagne elettorali, un movimento continuo e trasversale. La mattina a Bologna, il pomeriggio a Ferrara, la sera in Romagna. Balboni la ringrazia, ascolta alcune considerazioni del criminologo ed amico Alessandro Meluzzi (che ieri ha accompagnato la Meloni per tutto il tour), poi le cede la parola: «È il tempo dei farisei – attacca la Meloni – ma noi non lo siamo. Fratelli d’Italia (a livello nazionale gli ultimi sondaggi danno il partito attorno al 4%, ndr) sta con i deboli, con chi oggi non può vivere una vita serena perché sovrastato dalla prepotenza di assassini e stupratori che esigono il reddito di cittadinanza. Per questo faccio appello al Governo, per non doverci trovare nella triste condizione in cui il reddito di cittadinanza potrà andare a criminali incalliti. Per questo – ha insistito - stiamo combattendo questa battaglia in Parlamento, perché secondo noi chi delinque non deve avere diritto a nessun tipo di sostegno». C’è chi la pungola su alcune questioni: «Io lo sostegno da tempo – chiarisce la leader di FdI –: serve un blocco navale al largo della Libia. L’Italia non può permettersi di accogliere persone che non hanno nessun diritto di risiedere in Italia. Dobbiamo aiutare questi popoli africani a non essere costretti a fuggire, disperati, dai loro Paesi di origine».
l’assist imprevisto
Poi succede l’imprevedibile. Un imprevedibile che per la Meloni si trasforma, però, in un ottimo assist politico. La presidente di FdI, durante la camminata che vede in prima fila il consigliere comunale di FdI, Alessandro Balboni, viene riconosciuta da attivisti del Camerun, e viene invitata a parlare. La protesta è organizzata da associazioni del Paese africano ed è contro la moneta coloniale francese, il franco Cfa, acronimo di Comunità Finanziaria Africana. «Grazie per questa manifestazione, che conferma l’importanza della battaglia che Fratelli d’Italia porta avanti – dice la Meloni –, insieme a voi, nell’opinione pubblica italiana sul tema della Francafrique (la Francia africana) e del Franco Cfa. Parliamo di una moneta con la quale i francesi pretendono di controllare intere economie africane. Grazie per essere dei patrioti - conclude la Meloni - e di non volere per l’Africa un futuro di persone che scappano». —
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