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la visita pastorale 

L’arcivescovo saluta Portomaggiore: «Viva le comunità vere come questa»

Franco Corli
L’arcivescovo saluta Portomaggiore: «Viva le comunità vere come questa»

Monsignor Lorenzo Ghizzoni ha chiuso gli incontri coi fedeli Il monito: «Attenzione ai social network, meglio le piazze»

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PORTOMAGGIORE. Erano dodici anni che non si svolgeva la visita pastorale dell’arcivescovo di Ravenna-Cervia a Portomaggiore. Ieri è terminata la serie d’incontri di monsignor Lorenzo Ghizzoni all’unità pastorale di Portomaggiore, Ripapersico, Quartiere e Portorotta. Visita conclusa da un’affollata assemblea interparrocchiale e dall’intenso incontro con giovani, educatori e animatori.

Mentre nella mattinata, dopo la messa comunitaria officiata dal prelato coi parroci locali nella chiesa della Collegiata (nell’omelia Ghizzoni ha rilevato l’importanza «dei nostri volontari sul territorio e nelle varie comunità») l’arcivescovo ha incontrato, col parroco don Ugo Berti, anche le autorità: il sindaco Nicola Minarelli, il maggiore Marco Uguzzone, comandante della compagnia dei carabinieri, altri militari e i responsabili dell’Avis.

il sindaCO

«Sono lusingato della visita del vescovo – ha detto Minarelli –. Qui c’è una storica presenza di immigrati stranieri: 1.700 persone (al 50% di nazionalità pakistana) su un totale di 11.800 abitanti. Con cambiamenti che si cerca di gestire, ma non vi sono grossi problemi, e si cerca sempre di migliorare. C’è semmai un sensibile calo demografico: meno nascite sia di italiani e stranieri. Molti di loro peraltro negli anni sono diventati cittadini italiani, in un buon rapporto religioso. A parte le polemiche politiche di alcuni. Per gli anziani ci sono numerose strutture, pubbliche e private, per l’assistenza – ha sottolineato ancora il sindaco –. La fascia d’età più preoccupata sul problema del lavoro? È quella tra i 35-50 anni».

il prelato

Dal canto suo il vescovo ha ascoltato attentamente e posto numerose domande sulla situazione locale, sottolineando per la diocesi l’importanza della comunità portuense.

Il monsignore ha poi toccato un tema scottante: il ruolo dei social. «Questi nuovi mezzi esistono ma, soprattutto per i giovanissimi, si veicolano purtroppo spesso messaggi falsi. Mentre occorre – ha rimarcato Ghizzoni – tornare a far capire l’importanza anche nei nostri centri dei contatti autentici con le persone, in luoghi e piazze vere, non quelle virtuali. Serve un uso critico, consapevole, dei social: questo s’insegni. Preoccupante è il calo dei matrimoni e delle nascite anche nel territorio. Ma è utile la presenza di tanti volontari, anche l’Avis». Associazione che ha parlato brevemente del calo nelle donazioni di sangue.

Sul ruolo delle forze dell’ordine si è soffermato il maggiore dei carabinieri Uguzzone, col sindaco che ne ha sottolineato il buon lavoro in tema di sicurezza. —

Franco Corli

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