Un uomo stimato e conosciuto «Un pescatore bravissimo»
La notizia dell’incidente ha lascito tutti increduli Tra ipotesi e ricordi l’affetto della comunità scalda la famiglia
GORO. «Mi ha colto di sorpresa la notizia dell’incidente mortale in barca. Gigi era un uomo in salute, ancora molto attivo nella sua azienda, tutto casa e lavoro. Non aveva vizi – commenta Mauro Gennari, presidente della rete di impresa Marineria di Goro e della cooperativa Venus – e coltivava solo una passione da sempre, quella per la pesca. L’ho visto in banca venerdì, non mi sarei mai immaginato una fine del genere».
Dolore e sgomento si leggono stampati in volto sugli amici ed i compaesani di Luigi Ricci, meglio conosciuto a Goro con il soprannome “Gigi”. Secondo Camillo Gianella, coetaneo e conoscente, «prima di cadere in acqua avrà avuto un infarto» . In paese lo si vedeva poco, perché «andava di notte in Romagna con il figlio – aggiunge Duilio Fochi, un altro compaesano – a vendere il pesce fresco e tornava a casa a metà mattina. Si riposava qualche ora e al pomeriggio tornava al lavoro, andando al mercato ittico a vendere altro pesce».
Gianni Farinelli si avventura in una dettagliata ipotesi. «Secondo me prima ha battuto la testa sulla poppa, non può aver perso i sensi dopo esser caduto in acqua. Se Gigi fosse annegato – prosegue Farinelli –, il corpo sarebbe rimasto sul fondale e invece è stato trovato mentre galleggiava. Vuol dire che i polmoni non si erano ancora riempiti d’acqua».
i ricordi
Al Barìn di Goro si intrecciano ricordi e ipotesi sulla dinamica del tragico incidente in barca, costato la vita a Luigi Ricci, ma prevale tra tutte la supposizione che l’imprenditore ittico abbia dapprima battuto il capo sulla barca e solo in un secondo momento sia stato sbalzato in acqua. Il fondale della Sacca di Scardovari è basso, non superiore al metro e mezzo, come è tipico degli specchi d’acqua lagunari. Ricordato come un uomo riservato ed un lavoratore instancabile, Ricci ieri mattina, durante entrambe le sante messe domenicali, è stato destinatario di una preghiera speciale da parte di don Francesco Garbellini, parroco di Goro. —
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