Ancora camion abusivi nell’area artigianale «Sembra una latrina»
Chi lavora e abita in zona protesta: i rimedi non sono serviti «Rifiuti dei pasti abbandonati e una gran puzza, ora basta»
SAN GIUSEPPE. Non solo sosta selvaggia, ma anche camping abusivo con tanto di bucato e tergicristalli trasformati in stendini di fortuna.
Succede nell’area artigianale di San Giuseppe, ad una manciata di metri dalla Romea e dal supermercato Lidl, divenuto punto di riferimento non solo per residenti e turisti, ma anche per i tantissimi camionisti di passaggio. Nonostante gli sforzi congiunti del Comune e degli artigiani della zona che, esasperati dal degrado in cui l’area era piombata, sono riusciti ad ottenere l’istituzione del divieto di transito e di sosta per i bisonti della strada, la condotta incivile di alcuni irriducibili continua a provocare problemi e disagi.
«TI RIDONO IN FACCIA»
«I cartelli in 4 lingue posizionati dal Comune e i blocchi di cemento per impedire la sosta sono ben visibili, ma ci sono ancora camionisti che dopo 5 o più ore alla guida – si sfoga Massimo Arveda, uno degli artigiani della zona –, non vogliono sentire ragioni e ti ridono in faccia se fai notare che la sosta per loro è vietata. E così noi ci ritroviamo il giorno dopo con rifiuti dei loro pasti abbandonati in strada o nelle aiuole, ma, cosa ancor peggiore, con escrementi e urina che emanano odori insopportabili. Trattano la nostra zona artigianale come una latrina a cielo aperto».
La questione parte da lontano: da anni gli artigiani, ma anche i residenti della zona, rivendicano decoro e igiene ambientale, garanzie che sembrava fossero state raggiunte dopo la collocazione di ben 56 panettoni in calcestruzzo con catene, per impedire la sosta abusiva.
ANCHE IL BUCATO
E invece a più riprese c’è chi arriva, magari di sabato sera, per poi richiamare l’attenzione di altri camionisti di passaggio, che alla fine trascorrono l’intero weekend nell’area artigianale, trovando il tempo non solo per fare la spesa o giocare a carte su tavoli rimediati da pezzi di cartone o di compensato, che vengono sistematicamente abbandonati insieme agli scarti di cibo e ai rifiuti, ma escogitano pure un modo per fare il bucato in strada.
«Non ne possiamo più – esclama Arveda –; i vigili quando possono li multano, ma questi sistematicamente ritornano». —
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