Ferroni, ultimatum ai civici: Il Polo non va, pronto a lasciare
Il rappresentante di ScelgoFE sferza gli alleati: basta tatticismi sul candidato «I cittadini ci percepiscono a ragione come ambigui, e io non ci sto»
Dalla luna di miele alle minacce di divorzio senza neanche passare per il ménage matrimoniale. Si avverte il rumore delle prime crepe nel Polo Civico ferrarese. A neanche due settimane dall’annuncio dell’alleanza a quattro, arriva l’ultimatum di Giorgio Ferroni. Stanco dell’immobilismo dimostrato in questo periodo dal neonato sodalizio, il candidato di Scelgo FE mette in chiaro che se non ci sarà un cambio di marcia «non potrò che smarcarmi, perché questo polo così non funziona».
Il nodo candidatura
Una presa di posizione netta che, se da un lato sollecita gli alleati a spazzare via incertezze e ambiguità, dall’altro non lascia dubbi sull’insoddisfazione emersa dopo ultimo confronto interno di domenica scorsa per «una mancanza di chiarezza che lascia spazio a illazioni che per gli elettori rischiano di diventare verità». Il nodo resta quello del candidato, che per Ferroni non dovrà essere espressione di un partito.
Al tempo stesso, prosegue Ferroni «Non può esserci apertura infinita ad altre candidature, perché il tempo stringe e il rischio è di diventare ridicoli, perdere le specifiche identità, impoverire anziché arricchire i contenuti». Un temporeggiamento sulla scelta del candidato a cui si deve porre fine «perché i cittadini cominciano legittimamente a percepirci come ambigui. E io, da questo, prendo le distanze». E se per poter costruire un polo vero, il candidato di ScelgoFE si era reso disponibile «a fare un passo indietro, indirizzando la scelta verso altri candidati». Ma «questa sperimentazione sta rischiando di allungarsi troppo. Invece che professionisti al lavoro, sembriamo studenti alle prese con i compiti». Al contrario, continua Ferroni, va onorato l’impegno assunto pubblicamente dei confronti dei cittadini: «Ci siamo presentati dicendo che ci saremmo messi al lavoro alacremente e che la decisione del candidato sarebbe stata successiva a quella di un eventuale programma comune. Ma dopo due settimane grandi passi avanti non sono stati fatti».
Tempo scaduto
Meno tattica e più contenuti, è la sferzata agli alleati Piero Giubelli, Roberta Fusari (Ferrara Civica) e Alberto Bova (Italia In Comune): «Mi sono candidato con impegno, convinto che alla città servisse un progetto, e per il progetto posso fare un passo indietro. Ma per rispetto verso gli elettori sono dell’idea che non si possa più tentennare. L’essere civici richiede mettere in campo sostanza. E la sostanza passa per un percorso da presentare con determinazione, organizzazione, coscienza. Tanto più che le urne non sono poi così lontane. Diversamente non potrò che smarcarmi». —
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