Frane sull’argine del Naviglio La Bonifica: lavori complessi
Il Consorzio ha proposto l’uso di natanti visto che l’area è occupata da manufatti edilizi Il direttore: «C’è un’altra ipotesi ma decisamente più costosa»
COCCANILE. Serve una soluzione per rimediare alle frane dell’argine del canale Naviglio a Coccanile. Ma non è semplice, come spiega il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara in replica alle sollecitazioni della residente Alessia Grandi.
«Per responsabilità non imputabili al Consorzio – dice il direttore generale Mauro Monti – l’area di pertinenza del canale è stata nel tempo occupata da manufatti edilizi che ad oggi impediscono l’accesso ai mezzi consortili per svolgere le normali e consuete operazioni di manutenzione».
Nei mesi scorsi, Consorzio e Comune di Copparo si sono più volte incontrati per trovare una soluzione. «Quella maggiormente praticabile – spiega Monti – è rappresentata dalla realizzazione di una ripresa della sponda franata del canale attraverso l’uso di natanti anziché attraverso il normale e consueto utilizzo di macchine operatrici poste sulla sommità arginale al lato del canale effettuato da parte del Consorzio. L’intervento presuppone tuttavia la rimozione dei manufatti privati e dei rifiuti posti a ridosso della sponda parzialmente franata, la cui presenza non può essere imputata al Consorzio o al Comune e la cui permanenza renderebbe impraticabile e comunque inefficace l’intervento».
prima ipotesi
La soluzione era stata sottoposta il 9 novembre 2018 al Comune «il quale si è riservato di valutarne costi e benefici – ricorda Monti -. Pur comprendendo che tale ipotesi per motivi diversi possa non essere ritenuta dal Comune del tutto soddisfacente, non si è ad oggi avuto alcun riscontro formale».
Il Consorzio sta valutando una seconda soluzione che preveda lo spostamento dell’area di sedime di quel tratto di canale Naviglio interessato dal fenomeno franoso secondo un tracciato alternativo a quello attuale.
«È evidente che questa seconda ipotesi, certamente risolutiva del problema manifestatosi, avrebbe costi decisamente superiori alla prima, e per i quali né il Consorzio né il Comune dispongono al momento delle risorse necessarie», sottolinea Monti il quale invita a continuare a collaborare «al fine di determinare la migliore proposta tecnica possibile che permetta il più alto e duraturo beneficio, fermo restando che qualsiasi sia la soluzione essa dovrà vedere il coinvolgimento diretto dei privati residenti». —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
