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mesola verso il voto 

Gli schieramenti in subbuglio a caccia dei candidati sindaco

Fabio Terminali
Gli schieramenti in subbuglio a caccia dei candidati sindaco

L’uscente Padovani vuole fare il bis, ma il Pd prende tempo. E spunta Ragazzi Nel centrodestra Tancini (Fi) punta a fare il portabandiera: veto di Marchetti 

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Un sindaco, Gianni Michele Padovani, che punta alla ricandidatura. Ma la maggioranza di centrosinistra in consiglio l’ha persa da mesi e anche la corsa per il bis non è scontata. Mentre l’opposizione ancora non sa se riuscirà a fare fronte unico, dilaniata com’è tra personalismi “di lungo corso” e dal solco esistente tra partiti di centrodestra e civici.

A Mesola si va al voto in primavera per le comunali. Le carte sono ancora in parte coperte. I giorni sul calendario scorrono: eventuali bluff e poker a breve svaniranno.

centrosinistra

«Certo che mi rimetto a disposizione, credo di averne tutto il diritto per completare il mio lavoro», dice Padovani. In realtà, la sconfitta nel referendum per la fusione con Goro (dove aveva sostenuto il Sì) più le defezioni dell’assessore Gatti e del consigliere Vassalli avrebbero fatto riflettere il Pd (il primo cittadino è iscritto al Psi) sulla possibilità di una candidatura alternativa. «Non ne so nulla ma non ho motivo di essere preoccupato: un secondo mandato è difficile che possa essere negato», aggiunge Padovani. Che nel 2014 si aggiudicò le primarie di coalizione per scegliere il candidato sindaco.

All’epoca uno dei suoi avversari fu Carlo Ragazzi, ex assessore della giunta Marchesini: si sussurra voglia riprovarci, alla guida di una civica. Vedremo.

L’opposizione

Dall’altra parte non c’è meno nebbia. Anzi. Luciano Tancini (Forza Italia) non nasconde di voler fare il portabandiera del centrodestra. «Stiamo ragionando e io sono tra i papabili – dice –. L’importante è che la coalizione tra Fi, Lega e Fratelli d’Italia vada unita: così siamo una forza».

Un argomento gioca a sfavore di Tancini: la sua performance da candidato sindaco cinque anni fa non fu indimenticabile (13,5% dei voti). Vanno fatti i conti con la Lega, il partito più vigoroso in questo momento, che però a Mesola non ha esponenti di primo piano. La cosa finisce per non aiutare e la situazione si avvita.

Anche perché tutto quel che è extra Pd per avere maggiori chance dovrebbe unirsi ai civici di Primo Marchetti, che mette subito in azione la bilancia: «Alle ultime elezioni – racconta il consigliere con quattro legislature alle spalle – con la mia lista ho preso più del 30%: quasi 1.300 voti che non potranno andare dispersi. Io ancora in campo? Voglio ricandidarmi ma dove ci sono io i partiti e i loro simboli non compaiono. Poi potrei fare un passo indietro e fare spazio a qualche giovane». Eventualità con postilla acuminata, «ma se rinnovamento sarà, è chiaro che dovrà riguardare tutti». Ovviamente, Tancini incluso, è il ragionamento.

In settimana dovrebbe tenersi un incontro ufficiale del centrodestra: già qualche carta è stata scoperta. —



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