Stop alle slot per bimbi La Regione vieta le “ticket redemption”
Scatta il divieto ai minorenni di usare macchinette ludiche Rilasciano tagliandi da sommare per avere premi in regalo
Niente più “ticket redemption” per i minorenni nella nostra regione e nelle sale giochi di Ferrara. In questo modo gli under 18 non potranno tentare la fortuna con le macchinette da gioco che restituiscono tagliandi da convertire in premi. A deciderlo è stata la Commissione preposta in Regione che ha bloccato l’uso di queste macchinette che si trovano perlopiù all’interno di sale giochi, centri commerciali e nei parchi divertimento per minori.
Troppi regali
Si tratta di macchinette da gioco che alla fine di ogni partita restituiscono ticket (tagliandi) da convertire in premi: braccialettini, portachiavi, cuffiette, gadget di vario tipo e persino orologi da polso, Mp3, Ipad. In questo caso i giocatori - spesso bambini e ragazzi - inseriscono il denaro nella macchinetta, giocano, giocano e ancora giocano: a prescindere dal risultato ottengono un ticket con un punteggio.
Più giochi, più vinci
Ticket che vanno accumulati e usati per “acquistare” premi offerti dalla sala giochi: dunque, per totalizzare più ticket occorre giocare molto anche per ore intere e da qui viene sollevato il rischio di creare una dipendenza già in età giovanile. Ma occorre fare ancora chiarezza, poiché non si tratta di slot machine già vietate per legge nazionale ai minori di 18 anni: solo le “ticket redemption” sono accessibili perché la vincita non è in denaro ma in ticket.
Per questo motivo, partendo da questi presupposti, visto che in Emilia-Romagna c’è una legge regionale contro la ludopatia che ne vieta l’utilizzo ai minori, ieri la Commissione assembleare ha dato il via libera alla delibera di Giunta in cui sono contenuti tutti i dettagli del divieto con una serie di obblighi ben precisi per i gestori dei locali.
Più Prevenzione
«La prevenzione inizia dai più giovani- sottolineano gli assessori regionali Venturi e Corsini -: con queste disposizioni rafforziamo ulteriormente il nostro impegno per contrastare e ridurre il rischio della dipendenza da gioco d’azzardo a partire dalle fasce più esposte, più fragili». Ma si tratta di trovare anche la sponda dei genitori: «Trattandosi di minori, l’auspicio è che siano loro i nostri alleati e facciano la loro parte» proseguono Corsini e Venturi e lanciano l’allarme: «Siamo di fronte a un fenomeno che interessa in modo trasversale tutte le età, e che continuiamo a combattere: sia dal punto di vista sanitario, con investimenti di oltre 7, 4 milioni di euro per la cura e la prevenzione delle dipendenze assegnati dal Fondo per il gioco d’azzardo patologico 2018-2019, sia con incentivi agli esercizi commerciali che aderiscono al marchio ‘Slot free ER’. E proprio su questo fronte - concludono - nel 2018 abbiamo raddoppiato i contributi, passati a 300mila euro, consentendo di approvare 30 progetti da Piacenza a Rimini». —
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