Una speranza per le sepolture musulmane
Tragedia in moto: il sindaco Bergamini si dice disponibile a trovare una soluzione per la collocazione dei defunti non cristiani
«Il sindaco Bergamini ci ha ricevuti. Grazie a tutti coloro che in questi giorni si stanno occupando di noi, il dolore è immenso ma almeno non ci sentiamo abbandonati».Ieri mattina la compagna ed il fratello di Ait Eddif Redouan (il 35enne marocchino morto sabato a Burana) hanno parlato con il primo cittadino di Bondeno, Fabio Bergamini, «per capire dove possiamo seppellire il suo corpo – spiegano –, perché non vogliamo che vada in Marocco e al momento non ci sono nel comune di Bondeno terreni per noi musulmani». «Il sindaco – aggiungono – è stato molto disponibile, ci ha ascoltati e ha detto che qualcosa forse si può fare. Anche solo essere ricevuti è stato per noi importante, soprattutto in un momento come questo».
una speranza
«Per prima cosa ho fatto le condoglianze alla famiglia – dice Bergamini –, una tragedia del genere, con un padre che lascia due bambini piccoli è inaccettabile. Conosco bene il problema della sepoltura e certamente ci stiamo muovendo per affrontarlo. Ci sono diverse questioni tecniche da prendere in considerazione, ma non lasceremo la famiglia senza risposte».
Il problema è prettamente pratico. Il sindaco si è messo in contatto con la ditta che gestisce i servizi cimiteriali per capire in che direzione ci si può muovere.
il cimitero
Il cimitero è luogo sacro della comunità cristiana e in linea di massima è composto da loculi ed edicole. Per la sepoltura delle persone di religione musulmana, si dovrà procedere in due direzioni. In primo luogo il terreno dovrà essere sconsacrato e, quindi, il feretro dovrà essere trasportato al cimitero e seppellito a contatto con la terra. La società che ha ingestione il cimitero di Bondeno si sta muovendo per capire come fare.
Al momento, considerato che la famiglia vorrebbe che il corpo di Ait Eddif Redouan restasse in Italia, l’unica soluzione alternativa è la sepoltura nel campo sconsacrato di Mizzana.
la richiesta
«La comunità musulmana è disposta a comprare un campo, a fare tutto a proprie spese – va avanti il fratello del 35enne –. Ormai abitiamo in Italia e abbiamo bisogno di un luogo dove andare a trovare i nostri morti. Mio fratello conviveva con una donna italiana, i suoi figli sono per metà italiani ed è giusto che possano andare sulla tomba del padre». —
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