Convention della Cisl «Dobbiamo conoscere i cambiamenti»
Annullare la comunicazione astratta e confrontarsi con le persone in un modo più diretto, umano ed inclusivo. Questo l’obiettivo principale del meeting interno Cisl, svoltosi ieri durante tutta l’intera mattinata, dal titolo: “Conosciamo Cisl, operatori dei servizi e delegati sindacali insieme per la persona e per il lavoro I problemi sul tavolo sono stati tanti, dall’individuazione dei punti di forza del sindacato fino alla rilettura dei servizi in rete”. Ricetta vincente: “Cisl Ferrara lavoriamo insieme per non perdere la connessione”. In un mondo ormai iperconnesso però, il rischio che si corre è quello di non guardare più negli occhi le persone. A questo proposito Bruna Barberi, segretario generale Ust Cisl Ferrara ha sottolineato: «stiamo vivendo un periodo di forte cambiamento in cui la comunicazione è spesso ambigua, un reale relazionarsi con la gente invece è il segreto di fornire supporto di qualità e servizi sempre più adatti alle esigenze di lavoratori e cittadini, gli ambiti sono sempre la tutela, la difesa e la rappresentanza». Sfida principale quella di riprendere il filo di un percorso che il sindacato fa da molti anni, declinandolo al futuro mettendo al centro le persone.
«La Cisl che vogliama - è il segretario nazionale Giorgio Graziani a parlare - nei territori vuole su tutti i fronti mettersi a servizio delle persone che chiedono risposte, aumentando le risorse e facendo diventare attive tutte le potenzialità. Dobbiamo fare centro indirizzando le persone nel posto giusto ottimizzando tutti i servizi che siamo in grado di dare; questo traguardo potrà essere raggiunto solo facendo sistema, creando un dialogo attivo tra tutte le forze presenti, aumentando così le possibilità contrattuali e avere lo slancio verso un forte sviluppo associativo; per questo abbiamo scelto la formula seminariale, di approccio formativo tra delegati, operatori sindacali e operatori ai servizi».
Per Filippo Pieri, segretario Usr Emilia-Romagna, «è necessario fare integrazione tra i vari servizi, non possiamo permetterci di ragionare a compartimenti stagni, il lavoro cambia e noi dobbiamo adeguare i nostri modelli di fare sindacato, questo non vuole essere un corso di aggiornamento ma un reale momento di interscambio». —
Emanuela De Domenico
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