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Ferroni sbatte la porta Gli altri civici: il “polo” non è sciolto

L’avvocato esce dall’alleanza: per me il tempo è scaduto Critiche dagli altri: il problema era il nome su cui puntare

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«Per me il tempo è scaduto». Giorgio Ferroni ha scandito con poche parole, ieri pomeriggio, l’uscita dal polo civico a quattro: andrà avanti da solo e si vedrà ora se e come gli altri candidati porteranno avanti il loro tentativo.

le motivazioni

«Ho chiesto di fissare poche e basilari regole. Puntualizzando da subito - sono le motivazioni della decisione - la contrarietà a un candidato espressione di un partito. E ho assicurato che su questo punto mai avrei abdicato e non sarei sceso a compromessi. Ancora, non è possibile, dopo due settimane dalla presentazione del polo civico e a poco più di due mesi dal voto, navigare nell'assoluta incertezza organizzativa e contenutistica. Quindi non sapere non solo chi sarà il candidato, ma se si correrà con una lista civica unica o più liste e quali saranno i punti del programma elettorale. Nei giorni scorsi ho dato anche la disponibilità a fare un passo indietro purché si scegliesse un candidato tra gli altri. Ma neppure questa è stata condizione sufficiente per accelerare i lavori togliendo il velo dell'ambiguità».

Le reazioni

La scelta di Ferroni che era già annunciata è stata commentata dagli altri candidati del polo civico quasi all’unisono: «da soli non si va lontano, insieme si hanno chance per contare». Piero Giubelli è telegrafico: «Posso capire le perplessità di Ferroni, ne ho manifestate anche io tante poiché credo che al scelta del candidato sia fondamentale. Però - sottolinea - da soli non si va da nessuna parte. Ripeto non mi sento di criticarlo per questa sua scelta ma è scelta che non darà risultati, come se io o altri scegliessimo di andar da soli: se si vuol contare aveva senso stare uniti, tutti i civici». Critiche arrivano da Alberto Bova (Italia In Comune): «Ci dispiace che sia uscito ma ciò che io stesso e gli altri abbiamo ribadito e cercato di portare avanti era che prima si dovesse arrivare ad programma condiviso poi convergere su un candidato unico che corresse per tutti noi, un terzo polo. Ferroni? Invece voleva subito questa scelta, e non era del tutto disinteressata. Adesso? Adesso ci confronteremo tutti noi per arrivare ad un programma poi al candidato comune».

ferrara non più civica

Anche per Roberta Fusari «va avanti il confronto tra noi tre più i movimenti, è assolutamente possibile farlo anche se l’uscita di Ferroni, che dispiace, è la riprova delle difficoltà a ragionare di un progetto senza partire dai nomi. Ma se non si riesce a fare squadra, si può pensare di governare una città? Abbiamo poco tempo, cerchiamo di sfruttarlo». Fusari sta togliendo dal suo simbolo il nome della lista Ferrara Cambia, «il marchio l’avevamo depositato noi alla Camera di commercio ma all’Agenzia delle entrate c’era già l’associazione di Forni. Abbiamo preferito evitare un braccio di ferro, nelle prossime ore scopriremo il nuovo nome». —

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