I civici di centrodestra: Ferrara capitale, si può
“Ferrara Cambia”, la lista che fa parte della coalizione di centrodestra, lancia la candidatura di Ferrara a Capitale italiana della cultura (per il 2019 è Matera). Ma l’idea viene stroncata subito da Vittorio Sgarbi, che per Ferrara ha obiettivi più ambiziosi: Capitale europea della cultura.
Sarà il geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi, da sabato prossimo in prima serata su Rai3 con “Sapiens”, a sponsorizzare con Andrea Maggi e Livio Zerbini la candidatura. «Se esiste una città che se lo merita - dice Tozzi - questa è Ferrara: non solo per le grandissime impronte culturali che tutti conoscono, ma anche per il fatto che la città si è sostanzialmente mantenuta intatta. Qui il bello è di casa. È uno dei posti dove gli uomini hanno costruito in armonia con il contesto, anche naturale». Per Zerbini la città, già Patrimonio dell’Unesco, «ha tutte le carte in regola per questa candidatura. Ha una vita culturale di altissimo livello e una Università attrattiva con più di 20.000 studenti». Sono allo studio da parte di Sandro Mazzatorta, curatore del programma della coalizione, afferma Maggi, «le procedure necessarie per formalizzare la candidatura e per partecipare ai futuri bandi». Alan Fabbri, candidato sindaco, annuncia un incontro con il sottosegretario Lucia Borgonzoni.
Sgarbi però non vuole saperne. «Questo titolo è stato inventato da Franceschini per dare un contentino alle città governate dal Pd - è la sua analisi - Frutta 1 milione di euro e ci si potrebbe puntare solo nel 2021; ma già nel 2022 si potrà competere per il titolo di Capitale europea, che vale 50 milioni, è molto più prestigiosa ed è tra l’altro organizzata come una vera competizione. Faremo un incontro con tutta la coalizione per mettere a punto questa proposta». —
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