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la storia 

I due crateri scoperti con gli scavi nel sito dell’antica Spina

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Sono due i crateri (ampi vasi usati nell'antichità classica per miscelare e servire acqua e vino nei banchetti) che sono stati trovati nella necropoli di Spina - in pieno territorio comacchiese - e sono stati al centro della vicenda che è arrivata ieri alla svolta. Il cratere che raffigura Minosse e Teseo, è venuto alla luce nel corso delle intense campagne di scavo che si sono svolte negli anni Venti del XX secolo. Campagne di scavi che sono state condotte in valle Trebba dall'archeologo Salvatore Aurigemma, che è stato fondatore del Museo archeologico nazionale di Ferrara, struttura inaugurata nel 1935. Il secondo reperto spinetico di cui il museo ferrarese aveva reclamato la restituzione, raffigura invece la saga omerica ed è stato portato alla luce durante gli scavi condotti negli anni Cinquanta del secolo scorso in Valle Pega, ad opera dell'archeologo Nereo Alfieri.

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