La biblioteca va in appalto Il Pd: forti perplessità L’assessore: più servizi
Previste aperture serali Sarà anche affidata la gestione della parte storica dell’archivio Sgarbi: privatizzare non è panacea per tutti i mali
BONDENO. Tra i punti approvati dal consiglio comunale, durante la seduta dell’altra sera, sicuramente uno dei più sostanziosi ha riguardato la delibera sull’esternalizzazione del polo bibliotecario e dell’archivio storico. «Una scelta – ha ribadito l’assessore, Francesca Aria Poltronieri – che abbiamo fatto valutando una serie di ipotesi, per l’implementazione dei servizi: aperture serali e orari flessibili, per un polo bibliotecario che è ormai attiguo e complementare ai servizi già offerti da Spazio 29 e la Casa della Musica».
I PROGETTI
Per studenti e utenti in generale – dice l’assessore – «avremo la possibilità di sviluppare una serie di progetti, con più flessibilità in termini di orari di lavoro e aperture al pubblico. Abbiamo scelto una strada che consente al Comune di mantenere un controllo forte, su acquisti e attività di promozione della biblioteca. Includendo anche la spesa del personale: col medesimo investimento annuo (per l’anno prossimo, 64mila e 250 euro; 39mila euro per quest’anno; ndr), potremo implementare i servizi».
I DUBBI
La proposta non ha convinto il Pd, con Massimo Sgarbi che avverte: «Abbiamo forti perplessità come gruppo consiliare per l’esternalizzazione dell’ennesimo servizio. La privatizzazione sembra diventata la “panacea di tutti i mali”, quando decidiamo di ridurre i costi. Ma cosa resta ai Comuni da amministrare, se esternalizziamo tutto? L’esternalizzazione dei cimiteri non ha prodotto sempre ottimi frutti, quella dell’asilo è recente e sarebbe utile avere presto un report per capire. L’altra perplessità è legata all’archivio storico, che conserva tutti i documenti ricevuti dal XIV secolo fino agli anni Sessanta del XX secolo: diamo tutto in mano ad un soggetto che non conosciamo. Forse, sull’archivio storico si poteva trovare un’altra strada».
«Esternalizziamo solo la parte antica, mentre manteniamo la parte che va dal 1960 a oggi», precisa Poltronieri. Ma rincara la dose Tommaso Corradi (Pd): «Il Comune cerca di evitare l’assunzione di un dipendente. Dire: “spenderemo lo stesso, ma chiediamo più flessibilità e servizi” significa peggiorare le condizioni di lavoro».
I CONTROLLI
Infine, Mauro Verri (Pd) ricorda la «cortesia e il servizio della biblioteca. Smontare tutti questi servizi significa rinunciare a una sfida».
Diverso l’approccio di Luca Pancaldi (Civica per Bondeno): «Sul principio, non sono in disaccordo, ma il municipio dovrà avere un ruolo di controllo e dare linee strategiche nella conduzione della biblioteca. Sarà fondamentale creare un capitolato d’ appalto per garantire un servizio di un certo tipo ai cittadini. Magari con la possibilità di una loro partecipazione e anche delle scuole». —
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