La protesta dei docenti precari «Siamo fantasmi sfruttati»
Sit-in davanti all’ex provveditorato: siamo preoccupati per il prossimo anno I sindacati richiedono la copertura di tutti i posti per chi ha 36 mesi di servizio
Si definiscono «fantasmi sfruttati all’inverosimile» i tanti precari del mondo della scuola che ieri si sono radunati davanti all’Ufficio Scolastico Provinciale di via Madama per chiedere l’agognata stabilizzazione.
«Siamo preoccupati per l’apertura del prossimo anno scolastico – dice Hania Cattani (Flc-Cgil) – perché la situazione su Ferrara è critica, le graduatorie sono vuote per molte classi di concorso, già l’anno scorso non siamo riusciti a fare 150 ruoli e quest’anno si aggiungono i pensionamenti».
Rubus cattedre
In effetti, fra fuoriuscite e mancati ingressi, viene proprio da chiedersi chi salirà in cattedra il prossimo anno: c’è infatti chi andrà in pensione avendo raggiunto i 67 anni di età o avendo superato i 41 e 10 mesi di contributi, ci sono i pensionati della Quota 100, ma ci sono anche le graduatorie a esaurimento che si vanno svuotando e dalle quali, di recente, sono state pure escluse le maestre con diploma magistrale conseguito prima del 2002.
«Avanzeremo richieste di copertura di tutti i posti e di stabilizzazione per chi ha 36 mesi di servizio» ha detto Cattani mentre si accingeva ad incontrare l’amministrazione del Provveditorato insieme ad una delegazione di docenti e personale Ata. Con lei anche Paolo Accardo (Uil) e Alessandra Zangheratti (Cisl Scuola): «Questo presidio chiede che tutte le forze politiche scendano in campo per le assunzioni di ruolo di docenti e personale Ata, perché il reclutamento non può avvenire solo con i concorsi che tardano e nemmeno con le graduatorie a esaurimento». E mentre la delegazione incontrava il provveditore, molte voci arrabbiate e sconsolate si sono levate dal presidio: «Essere precari è uno stato d’animo oltre che una situazione oggettiva e umiliante» ha detto qualcuno, e «si hanno spesso tanti doveri e pochi diritti» ha aggiunto un’insegnante di meccanica precaria da sette anni, «appartengo alla terza fascia e ho molti ruoli e responsabilità perché quando arriva un precario ti sfruttano e ti appioppano qualunque cosa, ma se chiediamo di seguire corsi che ci sarebbero utili per i concorsi non li possiamo fare perché non siamo di ruolo, è la storia del tappa buchi».
Poche speranze
Qualcun altro è scettico riguardo l’esito della mobilitazione e dell’incontro con il Provveditorato: «Speranze? Sono davvero poche – dice un’altra precaria – Il piano del governo attuale è di fare concorsi ogni due anni ma il vero problema è il precariato storico, che a quanto pare sembra inesistente. Lo Stato ti sfrutta quanto può ma se ti deve dare un posto ti dimentica». Fra le speranze anche lo snellimento delle procedure di stabilizzazione, percorsi agevolati perché chi ha già alle spalle anni di servizio e che non dovrebbe trovarsi a sostenere concorsi con chi si è appena laureato, e riconoscimento dell’anzianità di servizio anche a livello pensionistico.—
Giovanna Corrieri
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