Molino Pivetti Una lunga storia dal chicco di grano alle farine vip
L’azienda di Renazzo ha sempre puntato sulla qualità «Controlli rigorosi e incentivi a chi collabora con noi»
Una storia iniziata la bellezza di 144 anni fa in un piccolo paese, Renazzo. Merito di un imprenditore già caratterizzato dal nome, Valente. Di cognome faceva Pivetti, lo stesso che da allora ad oggi gestisce questa azienda nel frattempo diventata holding. Risultato incredibile per uno dei 10mila molini italiani, che ha saputo superare la crisi (ora sono poco più di 150) puntando sulla qualità e continuando ad investire. Perché parlando di Molini Pivetti la vera notizia non è la pur gloriosa storia, bensì l’ultima acquisizione, il complesso della Ariani srl di San Felice sul Panaro (Mo), fallita nell’aprile del 2018 e rilevata lo scorso mese di febbraio dalla famiglia Pivetti, terzo molino contando il primo di Renazzo e quello di S. Giovanni in Persiceto (Bo), acquisito nel 1996.
tradizione di famiglia
Come detto Pivetti è una grande famiglia, con tutti gli eredi che hanno il gene della continuità e così ora la holding è alla quinta generazione, ossia i fratelli Gianluca, Paola (si occupa della Macé) e Silvia, figli di Alberto che quotidianamente non fa mancare il proprio apporto lavorativo. Per quella che nel settore farine è da considerare tra le prime cinque aziende italiane e collaborazioni stabili, sia sul territorio che con le principali imprese alimentari italiane.
l’accoglienza
Premessa: non è facile farsi aprire le porte dall’azienda renazzese. Sempre pronta ad appoggiare iniziative di tutti i tipi, tanto più se coinvolgono il territorio, ma tutto questo amano farlo nell’ombra. Eppure il mondo di Pivetti è fatto di tanti valenti giovani, tutti laureati e con precise mansioni anche se nell’insieme sembra di avere a che fare con una grande famiglia. E allora nel viaggio all’interno del ciclo produttivo (dal grano che entra alle tantissime e differenti farine che escono) si trovano i vari Francesca, Martina, Luca e Caterina. E il viaggio nel molino non comprende solo la parte di produzione vera e propria, ma comprende pure una pizzeria, per i corsi di tecnica della panificazione.
Proprio Alberto, negli anni ’70 dello scorso secolo, ha segnato la svolta dell’azienda, passata da artigianale ad industriale: «perché la produzione per le grandi industrie oggi - dice Gianluca Pivetti - è il 70% del nostro fatturato, il resto si divide fra forni, pizzerie, pasta fresca e attività a livello artigianale».
il territorio
Pivetti nasce in un’area felice: tra le province di Ferrara, Bologna e Modena viene prodotto quello che è considerato il grano tenero migliore, «e sono importanti anche le quantità», spiega Gianluca.
Ma il segreto della crescita è legato alla creazione di una filiera, portando al molino il grano prodotto sui terreni di proprietà e in aziende agricole della zona, rispettando le qualità di grano richieste da Pivetti, «altrimenti non è un problema rimandare indietro un intero carico di grano. Ma allo stesso modo, diamo premi per incentivare chi lavora con noi. In fondo, il nostro obiettivo primario è la qualità nei vari tipi di farine».
Infatti, la produzione di Pivetti si sta specializzando sempre più, così le farine che si possono trovare vanno dalle convenzionali a biologiche, sostenibili, baby food e campi protetti. La loro produzione è suddivisa fra Renazzo e San Giovanni, ma con l’ultimo acquisto (San Felice era molino di farine biologiche) si potrà ampliare la gamma di prodotti, «con la necessità di assumere altro personale».
i progetti
E se ormai dal lontano 1981 Pivetti ha pensato e prodotto la farina per il settore baby food (collaborando da allora con Plasmon), l’ultima frontiera è quella delle farine biologiche, dove le disciplinari cambiano di continuo, «così per evitare problemi e su suggerimento dell’amico Adriano Facchini (manager del settore agroalimentare, ndr) ce lo produciamo tutto in casa e così sappiamo che prodotto otteniamo».
Campi protetti, invece, ricalca il baby food sul concetto di grano italiano e metodo “Pivetti”, «utilizzando nella produzione di grano trattamenti specifici e rigorosamente controllati», conclude Gianluca. Come ogni chicco di grano che entra nei silos di lavorazione iniziando il lungo viaggio produttivo. Perché spesso è dalle cose piccole che si realizzano quelle grandi... —
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