L’avviso di Partecipanza Attiva: «Cambiamento o chiusura»
La lista presenta il programma per le elezioni del 5 maggio «L’ente ha futuro se esce dal Medioevo e apre alle donne Va modificato lo Statuto»
CENTO. «La Partecipanza ha futuro solo se cambia, se esce dal Medioevo e se apre alle donne. O si va oltre ai limiti fino ad oggi imposti, o si può procedere alla liquidazione dell’ente. Il futuro è in mano ai capisti». Sono Mirco Gallerani, Renato Minelli, Alessandro Tassinari, Marco Rabboni (coordinatore), Lorenzo Baruffaldi, Mario Tassinari e Roberto Tassinari, i promotori di Partecipanza Attiva.
La lista, sebbene sia ancora in corso di definizione e aperta all’adesione di nuovi capisti, ha obiettivi chiari.
spazio alle donne
Dopo il commissariamento, l’ente si avvia all’appuntamento del 5 maggio con il voto dei capisti per il rinnovo del consiglio. Primo importante passo, la divisione ventennale dei capi, poi l’apertura alle donne: «In base alla legge 168/2018, la Partecipanza diventa proprietà collettiva di diritto privato e il suo Statuto deve essere soggetto alla Costituzione e al principio che non ci possono essere discriminazioni tra uomini e donne. L’attuale statuto che esclude le donne viola la Costituzione. Dopo la proficua opera di risanamento amministrativa svolta dal commissario Sola che in questi 14 mesi ha approvato bilancio preventivo 2018 e 2019, e il consuntivo 2016 e 2017, ci attiviamo per dare parità di diritti alle donne, facendole diventare soggetti elettorali attivi e passivi e partecipare alla divisione dei capi. Se la Partecipanza non modificasse il suo Statuto, tra 20 anni i partecipanti si ridurrebbero dagli attuali 1.700 aventi diritto di divisione a 900. L’apertura alle donne riequilibrerebbe i numeri. Tra i partecipanti, 1.480 sono d’accordo all’apertura alle donne». Facendo appello alla responsabilità dei capisti, Minelli punta ad incrementare il patrimonio fondiario: «I 3,5 milioni depositati in banca devono essere usati per acquistare terreno da dare ai capisti».
le manutenzioni
Per Alessandro Tassinari «occorre ridare priorità agli interessi dei partecipanti. Le ordinanze della pulizia dei fossi non trovano corrispondenza legislativa. Oggi per senso civico viene fatto solo lo sfalcio dell’erba». E sul tema del Consorzio e della manutenzione delle strade vicinali ad uso pubblico: «L’inghiaiamento degli stradelli è sempre stato compito della Partecipanza e deve continuare ad esserlo. Per quanto riguarda la manutenzione, il Comune è obbligato ad intervenire dal 25 al 50%, e in base al nuovo codice europeo deve garantire nei centri abitati la sicurezza, la manutenzione e la percorribilità di strade ed aree latistanti. Il Consorzio dovrà unire sì Partecipanza e Comune ma i frontisti, che siano partecipanti o fumanti, vanno lasciati fuori. Non devono pagare». —
B.B.
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