La Nuova Ferrara

Ferrara

IL FUNERALE

Chiesa di Goro gremita per l'addio all'imprenditore ittico

Katia Romagnoli
L'arrivo del feretro di "Gigi" Ricci in chiesa a Goro
◗
L'arrivo del feretro di "Gigi" Ricci in chiesa a Goro

Tanti amici si sono stretti alla famiglia di "Gigi" Ricci nel giorno dell'estremo saluto

2 MINUTI DI LETTURA





[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.30100294:Video:https://video.gelocal.it/lanuovaferrara/locale/goro-ha-dato-l-addio-al-pescatore-morto-in-un-incidente-in-barca/108538/109033]]

GORO. Chiesa e piazzale antistante gremiti nel pomeriggio di oggi, 15 marzo, per l'estremo saluto a Luigi Ricci, meglio conosciuto come "Gigi", l'imprenditore ittico gorese di 71 anni, deceduto sabato scorso nella sacca di Scardovari, dopo esser caduto dalla barca, a bordo della quale era andato a pescare, insieme alla moglie. Dolore e lacrime tra i tantissimi compaesani, commercianti di pesce, pescatori, arrivati anche da altre località, per stringersi attorno al lutto della moglie Loretta, dei figli Barbara, Alessandro e Severino e degli altri parenti.

«Gigi era una grande persona, dal cuore grande, sempre disponibile - ha detto commosso il cugino Luigi, poco prima che la bara varcasse la soglia della chiesa dove erano già assiepate centinaia di persone -; io sono titolare di una pescheria e lui si occupava soprattutto di vendita all'ingrosso e mi ha sempre dato tanti consigli buoni».

Tra tantissimi fiori bianchi e rossi adagiati davanti all'altare, anche un cuscino mandato dagli amici del porto di Barricata, che Ricci da anni frequentava da grande appassionato di pesca sportiva. La sagoma dell'imbarcazione, la Sea Alba, da cui Ricci è fatalmente caduto sabato scorso, è stata riprodotta con un modellino e addobbata di fiori con la dedica delle sorelle.

«Dal 1980 al 2010 siamo andati a pescare assieme - ha ricordato commosso uno trai tanti amici presenti, Gino Ferruzzi, pensionato di Argenta -, e avevamo anche creato un club che si chiamava Goro Nautica, dove facevamo scuola di vela. Gigi mi aveva insegnato una tecnica per catturare le anguille. Era un artista in questo. Perdo un grande amico. Ho appreso la notizia leggendo La Nuova domenica scorsa - ha aggiunto Ferruzzi - e mi sono chiesto come sia potuto succedere, perchè Gigi sapeva nuotare bene e non aveva paura di niente».

Il parroco, don Francesco Garbellini, nella sua omelia, evocando i significati della Quaresima e della resurrezione pasquale, ha rimarcato che «anche se le lacrime non sono asciugate, c'è il conforto della fede. Le ceneri ricordano il nostro pellegrinaggio terreno e la Pasqua ci ricorda che Cristo è risorto per noi». —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

 

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google