L’antica città di Spina rivive in un museo a cielo aperto
Il progetto di fattibilità è stato approvato. Il villaggio costerà 300mila euro Capanni e laboratori per la lavorazione del sale e pannelli illustrativi sul percorso
Un Parco archeologico all’aria aperta vicino alla Stazione Foce, nel cuore delle Valli. La giunta ha approvato il progetto di fattibilità e Comacchio muove i primi passi per avere una riproduzione in scala reale di alcune strutture dell’antica città di Spina.
il progetto
L’idea di base del progetto prevede la realizzazione di un parco archeologico all’aperto dotato di più installazioni in scala reale che permetteranno ai visitatori scoprire quella che è stata l’antica città di Spina. Un vero e proprio museo in cui poter apprezzare le strutture antiche non più visibili e apprendere alcuni aspetti fondamentali della vita quotidiana degli antichi abitanti delle Valli.
Ma come si procederà? In sintesi, la premessa all’intervento è la realizzazione di una sorta di villaggio ricostruito secondo i dettami dell’archeologia sperimentale, il più possibile aderenti ai dati arrivati dagli scavi e dalla ricerca sull’antica civiltà che ha abitato la zona tra il V e il IV secolo a. C.. Nello specifico, si sono messe a confronto le relazioni di scavo fornite dalla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara. In pratica quella che era l’Etruria padana di ambiente umido.
La scelta del luogo, non a caso, è ricaduta sulla Stazione Foce perché luogo di ingresso alle Valli di Comacchio dalla stazione appunto del Bettolino.
Il luogo
Nello specifico il museo troverà collocazione proprio sotto al dosso che è utilizzato oggi come punto di partenza e approdo per itinerari naturalistici. Il paesaggio in questo punto delle Valli è caratterizzato da un forte legame con le acque e ricalca dunque in modo evidente quello antico e si presta quindi come luogo privilegiato per l’ambientazione del futuro parco.
l’intervento
La ricostruzione di una porzione dell’abitato di Spina dovrà essere totalmente fruibile dai visitatori, accessibile per le visite guidate e per eventuali laboratori. Ci saranno dei pannelli illustrativi e le piccole casette che verranno realizzate saranno inserite in un contesto che riproporrà il villaggio, con tanto di fornaci e vasche per la lavorazione del sale.
L’attenzione sui materiali da utilizzare è altissima anche se non sarà ovviamente possibile utilizzare in toto quelli di una volta, anche perché il villaggio è appunto all’aria aperta. L’uso comunque di materiali non deperibili dovrà essere quindi ridotto all’essenziale.
il parco
L’area in cui sorgerà il museo è nel cuore del Parco del Delta ed è quindi sottoposta a tutta una serie di vincoli naturalistici ed ambientali. Anche per quel che riguarda l’allestimento del cantiere deve essere a basso impatto visivo ed acustico e basato comunque su lavorazioni corrispondenti alle tecniche costruttive utilizzate nell’antichità. Anche l’accesso alle auto e ai bus sarà regolamentato e comunque verrà utilizzata un’area di circa 3mila metri quadri non strutturata ma adibita a parcheggio che c’è già subito dopo il ponte San Pietro e che potrà ospitare circa 80 auto. Dal parcheggio si potrà arrivare a piedi e sarà prestata particolare attenzione a coloro con disabilità motorie, come anche a passeggini e carrozzine. Il costo è di circa 300mila euro e il finaziamento arriva grazie allla candidatura al progetto Value (Environmental and cultural Heritage development) dell’Unione Europea. —
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