La Nuova Ferrara

Ferrara

non fu omissione di soccorso 

Morì in casa urlando Assoluzione per il cugino

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Dopo 4 anni, l’assoluzione: il fatto non costituisce reato. «E’ la fine di un incubo» spiega l’avvocato Antonio Alosi, per Gianni Veronesi, 60enne, imputato di omissione di soccorso per non aver aiutato la cugina 50enne, Federica Munari che morì in casa il 13 agosto di 5 anni fa. «Finalmente siamo riusciti a dimostrare la totale estraneità in questa vicenda di Veronesi», spiegava lo stesso legale dopo la sentenza del giudice Alessandra Martinelli, richiesta tra l’altro anche dallo stesso pm onorario Rossetti.

La cugina morì nella casa di vai Succi, e lui che si trovava all’interno con lei, venne indicato come la persona che non aveva sentito le invocazioni di aiuto della cugina ed era addirittura uscito di casa, dove poi la donna fu trovata morta nel bagno, poco dopo. Una morte che suscitò clamore perché gli inquirenti seguirono come ipotesi il sospetto che si trattasse di un atto volontario, un omicidio: furono necessari esami e indagini approfondite, anche il Dna, per arrivare alla conclusione supportata dai risultati dell’autopsia che la morte era dovuto alle cause del tutto naturali della donna, che non si era trattato di un gesto volontario.

Ad uccidere la donna cinquantaduenne residente in via Succi fu un malore. E dunque, l’indagine poi venne costruita sul reato di omissione di soccorso. I sospetti nacquero perché quel giorno di 5 anni fa i due erano in cassa da soli. L'uomo pur all’interno disse di non aver sentito le urla della cugina, e poco dopo uscì. I vicini lo fecero rientrare, venne fatta la scoperta della donna senza vita e da lì iniziò l’indagine. Solo l’autopsia aveva potuto escludere che la donna fosse stata vittima di un’azione violenta. Lui il cugino che vive tra Cuba e Ferrara dopo 5 anni ha dimostrato con il suo legale la totale estraneità: è riuscito in questo portando testimoni, producendo referti medici che indicano una sordità. Rischiava grosso poiché l’omissione di soccorso era aggravato dal fatto che dal suo comportamento ne derivava la morte della donna. Ieri, assoluzione piena: il fatto non costituisce reato. —

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