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a due anni dalla sentenza 

Panini al posto della mensa L’offerta solo in due scuole

Stefano Ciervo
Panini al posto della mensa L’offerta solo in due scuole

L’assessore: i casi si contano sulle dita di due mani. Menu vegani su prescrizione Negli asili i genitori potranno assaggiare i pasti, entrare in cucina e votare online 

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La “battaglia del panino”, che un paio di anni fa sembrava scuotere dalle fondamentale il sistema scolastico anche ferrarese, si è trasformata in una scaramuccia d’isolato. A volersi portare il cibo da casa, senza quindi sfruttare la possibilità offerta dai catering comunali, sono ad oggi «un numero molto limitato di famiglie, che si contano sulle dita di due mani, in due sole scuole» ha rivelato l’assessore Cristina Corazzari. Un primo bilancio di questo esperimento è stato diffuso ieri pomeriggio in occasione della discussione in commissione consiliare sulle novità del regolamento scuole materne, che tra l’altro codifica la possibilità per i genitori di assaggiare i pasti offerti ai figli e pure di entrare nelle cucine dove vengono preparati.

panini e vegani

Il caso-panino venne innescato dalla Corte d’appello di Torino e dalla determinazione di un gruppo di genitori, e si arricchì di episodi provenienti da mezza Italia, in attesa di una definizione giudiziaria attesa dalla sentenza a sezioni riunite della Corte di cassazione. Claudio Fochi (M5s) ha richiamato ieri questa situazione in evoluzione, suggerendo di congelare le modifiche regolamentari. Donatella Mauro, dirigente dell’Istituzione scolastica, ha ricordato in proposito che l’ipotesi-panino riguarda solo le scuole con mensa in catering, non le materne comunali che hanno tutte la cucina interna e dove non sono mai arrivate richieste in questo senso.

L’assessore ne ha poi approfittato per fare il punto sulla vicenda-panino: il Comune ha deciso di rimandare ai singoli dirigenti la possibilità di attivare l’alternativa alla mensa, con le dovute garanzie igienico-alimentari: «Solo due scuole della città si sono mosse in questo senso - ha continuato - ma le richieste di adesione all’esperimento sono andate scemando». Non si arriva alla doppia cifra, appunto. Il Comune ha intanto assunto un nutrizionista e sta rivedendo tutti i menu. Un’offerta per i vegani? «Viene garantita solo su richiesta medica - ha ribadito Corazzari - non ci assumiamo la responsabilità di somministrare gli integratori, tocca alle famiglie». Va ricordato che a scuola possono essere somministrati solo farmaci salvavita e alla presenza di personale, anche se Paola Peruffo (FI) ieri ha rivelato di essere a conoscenza di un alunno dell’obbligo sofferente d’asma che «viene mandato in bagno a prendere il “puff” da solo».

nuove regole

In Consiglio comunale, lunedì, andranno le modifiche del regolamento dei servizi educativi 0/6 anni, che aggiorna quello in vigore dal 2011 dopo un lungo percorso partecipato. «Si tratta di una fotografia della situazione attuale» hanno sottolineato Corazzari e Mauro, nel senso che alcune sperimentazioni oggi codificate e generalizzate sono in corso in alcune scuole. È il caso delle sezioni disomogenee per età, nelle scuole d’infanzia dove le iscrizioni calano: non vale più, quindi, la rigida suddivisione per anno di nascita.

L’altra rilevante novità è il potenziamento delle commissioni mense, con l’attivazione del sistema di valutazione Prisma mense. I genitori possono assaggiare il pasto del giorno, entrare in cucina e dare le proprie valutazioni, non più su di una scheda manuale destinata agli uffici interni ma attraverso uno schema di valutazione on line visibile a tutti. «I genitori stanno iniziando ad utilizzarlo» ha fatto presente l’assessore. —

Stefano Ciervo

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