«Sempre più impianti per depurare fanghi Ministro, intervenga»
I sindaci di Argenta e Portomaggiore scrivono a Costa: «Un’inflazione dopo il decreto Genova, servono controlli»
Alle preoccupazioni di Argenta e Portomaggiore sul possibile insediamento dell’impianto di lavorazione dei fanghi da depurazione a Portoverrara, si aggiunge il Decreto Genova, oggi legge. La lettura di questo disposto, ha indotto i sindaci Antonio Fiorentini (Argenta) e Nicola Minarelli (Portomaggiore), di scrivere al ministro dell’Ambiente Sergio Costa.
IL PROBLEMA
La problematica evidenziata è «la produzione di gessi di defecazione quali correttivi per i terreni agricoli da fanghi di depurazione – scrivono i due sindaci –, che ci pone il quesito sul fatto che, co l “Decreto Genova e altre emergenze”, si stia presumibilmente indirizzando il settore industriale a proporre impianti di trattamento che favoriscano la distribuzione in campo di tali sostanze».
I sindaci fanno notare che «il decreto fissa limiti agli idrocarburi pari a 1000 mg/kg sul fango tal quale, anziché i 50 mg/kg così come previsto dalla Corte di Cassazione Sezione III Penale. Trattandosi di impianti industriali di trattamento rifiuti, riteniamo che la loro collocazione sul territorio debba trovare una logica di pianificazione regionale, che tenga conto del bacino di provenienza di questi fanghi e del territorio a disposizione nelle immediate vicinanze per la loro distribuzione in campo».
GLI INSEDIAMENTI
Al contrario, Fiorentini e Minarelli dicono «che sta accadendo, che tali strutture chiedono di insediarsi in contesti rurali, non sempre serviti da viabilità adeguata, concentrando in pianura lo spandimento di prodotti di dubbia sostenibilità, che vanno a sommarsi a terreni già saturi » di altri ammendanti.
I TIMORI
Il timore sta nel possibile aumento «di sostanze quali metalli pesanti e nitrati sui terreni coltivati, riducendone la capacità di autorigenerarsi». Così i sindaci Fiorentini e Minarelli chiedono al ministro di procedere a una campagna di analisi e « siamo preoccupati che le garanzie di tutela palesate con il Decreto Genova, siano in realtà un modo per favorire la concentrazione di impianti di trattamento fanghi nelle nostre pianure». Alla disponibilità a un confronto, i sindaci sperano «che si possano vedere le nostre campagne quale area di studio sperimentale sulle ricadute di tali prodotti». —
Giorgio Carnaroli
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