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A Ferrara la lezione è degli studenti «Chi governa ci aiuti e non bruci la nostra vita»

Marcello Pulidori
A Ferrara la lezione è degli studenti «Chi governa ci aiuti e non bruci la nostra vita»

In 1.500 da piazza Municipale alla grande scalinata della Prospettiva Nessun colore politico, ma le ansie e le richieste di una generazione 

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l’evento



Sul volto i segni dei combattenti, nell’anima le parole di Greta (Greta è Eleonora Thunberg Ernman, l’attivista svedese per lo sviluppo sostenibile e contro il cambiamento climatico). E tra volto e anima, qui a Ferrara, non si scherza: «Non lasciamo e non lasciate (questo ultimo richiamo alle autorità dei Governi, quindi alla politica, ndr) che la Terra ci bruci».

bloccato “giovecca”

Da piazza del Municipio alla scalinata della Prospettiva all’uscita esterna di corso Giovecca. Tutti abbracciati, 1.500 i partecipanti. Lo hanno chiamato sciopero, ma in questa manifestazione-evento vista da vicino, ieri mattina di braccia incrociate non vi era neppure l’ombra. Studenti, in maggioranza universitari, ma anche delle scuole superiori, si sono messi idealmente sulla scia della sedicenne Greta. Per chiedere ai capi di Stato e di Governo di adottare misure urgentissime sui cambiamenti climatici che stanno stravolgendo le regole della natura, di un diritto naturale che, se violato, rischia di scatenare cataclismi dagli effetti devastanti. Si scrive e si cammina. Sergio Echamanov ha 20 anni: «Dobbiamo avere cura per la natura – dice appena parte il corteo –, dobbiamo combattere questa economia che brucia tutto in nome del denaro, ma senza valori». Anche Maria Antonietta Falduto ha 20 anni: «Siamo qui per chiedere che i partiti ci aiutino, che la politica capisca che il mondo sta andando verso una catastrofe».

Matteo Zorzi di anni ne ha 21: «Vede questi segni verdi sul volto? Vogliono significare amore per la natura, tutela per l’ambiente». Raffaele Bruschi, tra gli organizzatori: «Tanti ragazzi sanno alla perfezione che il nostro futuro, il futuro di questa generazione rischia di poter non esserci». Riflessione che raggela.

Khadija Bougrina, 19 anni: «Giornata fantastica – ammette mentre arriviamo in corso Giovecca – , è importante essere qui, impegnarsi per questi obiettivi». Michele Darsiè, anni 21: «Sappiamo bene che anche qui a Ferrara la situazione non è delle migliori dal punto di vista dell’inquinamento».

sfiorata la rissa

Prima che la manifestazione si chiuda resta il tempo anche per un episodio che poteva finire peggio e che viene denunciato dal senatore ferrarese di Fratelli d’Italia, Alberto Balboni: «Questa mattina i giovani di destra, scesi in piazza come tantissimi altri studenti per manifestare pacificamente contro il cambiamento climatico e per richiedere un impegno serio e concreto per salvare il pianeta, sono stati aggrediti da una banda di giovani di sinistra – segnala Balboni –. Era da molti anni che non si registrava un simile atto di teppismo politico, che va condannato con fermezza. Prontamente le forze dell’ordine hanno identificato gli aggressori e ora sporgeremo denuncia, affinché questo gesto vile non rimanga impunito».

Poi, mentre si evocano tragici scenari a cavallo tra alimentazione e Amazzonia, i 1.500 iniziano, lentamente, a diradarsi. —



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