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«A Ferrara manca la riabilitazione visiva» L’appello dei medici

Margherita Goberti
«A Ferrara manca la riabilitazione visiva» L’appello dei medici

Le iniziative dell’unione ciechi nella settimana del glaucoma In un convegno le problematiche di chi ha problemi di vista

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Nella Settimana mondiale del glaucoma, la sezione Uici (Unione italiana ciechi ed ipovedenti) di Ferrara presieduta da Alessandra Mambelli ha aderito con una serie di iniziative alla campagna promossa da molti anni da Iapb (Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità).

Il programma ha preso il via lo scorso 8 marzo con l’inaugurazione in Municipio di un itinerario artistico esperenziale che si dipana dal salone del Comune fin lungo la via Coperta per arrivare al castello Estense da leggere con una “molteplicità di sguardi”; si concluderà il 19 marzo in Sala Arengo al mattino con la presenza di ortottiste e nel pomeriggio dalle 14 con una conferenza su “La riabilitazione visiva del paziente ipovedente: scoprirne le potenzialità visive per utilizzarle al meglio”. Proprio su questo argomento si è parlato invece durante il convegno che si è tenuto alla Sala Estense proposto dalla Mambelli e curato dall’oculista Francesco Parmeggiani professore e dirigente associato universitario all’ospedale di Cona. I temi affrontati sono stati la prevenzione, la cura e la profilassi del glaucoma (relatore Giuseppe Lamberti), della maculopatia Parmeggiani), dei tumori oculari dell’infanzia (prof. Paolo Perri) e della cornea con le nuove tecniche chirurgiche (prof. Massimo Busin); quello però su cui lo stesso Parmeggiani si è particolarmente soffermato è la mancanza a Ferrara e nella nostra Provincia di una struttura riabilitativa visiva.

«L’Unione Regionale ciechi – ha dichiarato – fin dal 2016 mi ha coinvolto nell’organizzazione di un centro riabilitativo per il quale abbiamo ogni competenza del caso, ma da allora tutto è ancora fermo, poiché evidentemente è stata data priorità ad altre iniziative. Vi accederebbero dai 1000 ai 1200 pazienti di diversa età e patologia molti dei quali sono costretti o a rivolgersi a strutture di Bologna, Padova o Cesena dove le liste d’attesa sono molto numerose con il disagio non indifferente degli spostamenti con un accompagnatore oppure qui a Ferrara a quelle private. Speriamo che qualcosa si muova e che anche nella nostra realtà ci possano essere queste opportunità per chi non vede o può migliorare la sua capacità visiva». –

Margherita Goberti

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