La Nuova Ferrara

Ferrara

la sentenza 

Fusioni Camere di commercio Il Tar: intervenga la Consulta

Gian Pietro Zerbini
Fusioni Camere di commercio Il Tar: intervenga la Consulta

Il tribunale sospende il giudizio e trasmette gli atti alla Corte Costituzionale Colpo decisivo per affondare il processo di ente unico tra Ferrara e Ravenna

2 MINUTI DI LETTURA







La mazzata probabilmente decisiva per affondare il processo di fusione tra le Camere di Commercio è arrivata con l’ultima sentenza del Tar del Lazio.

Il giudizio

Il tribunale amministrativo regionale, al quale si erano rivolti con un ricorso la Camera di Commercio di Pavia e la Regione Lombardia per contestare la riforma delle Camere di Commercio del precedente Governo, ha rilevato dei dubbi di legittimità costituzionale nella riforma per cui ha immediatamente trasmesso gli atti alla Corte Costituzionale, sospendendo il giudizio in corso. Sarà in pratica la Consulta a doversi esprimere quindi sulla legittimità di una riforma che prevede la riduzione del numero delle attuali 105 a non più di 60 istituzioni camerali mediante accorpamento di due o più camere di commercio, con la possibilità di mantenere la singola camera solo in presenza di una soglia dimensionale di almeno 75mila imprese iscritte.

La riforma ha costretto così Ferrara negli anni scorsi ad adeguarsi a questo procedimento, scegliendo l’accorpamento con Ravenna. Un matrimonio per la verità non facile, sia perché il consiglio camerale di Ferrara aveva accettato la città romagnola solo a maggioranza e non all’unanimità, in quanto un numero di consiglieri aveva optato per la fusione con Modena e successivamente per i contrasti tra associazioni per la scelta del presidente e della rappresentatività in sede di giunta e di consiglio unificati. Il commissario ad acta Mauro Giannattasio, dopo la sua nomina avvenuta l’8 agosto 2017, ha svolto tutti i passaggi amministrativi per portare la fusione tra Ferrara e Ravenna, ma nel frattempo è decisamente cambiata la volontà politica per andare avanti con questa riforma.

Il processo di unificazione si è prima arenato in Regione, con la giunta che ha atteso il responso del Tar. Ora il parere della Corte Costituzionale, che non sarà rapidissimo, dovrebbero essere preceduto da un intervento governativo che sembra fortemente votato all’autonomia delle camere, confermando la volontà politica di lasciare tutto come prima.

Camera viRtuosa

A Ferrara nessuno si sta stracciando le vesti per questo mancato matrimonio con Ravenna. Dalle dichiarazioni dei politici (dal ministro leghista Centinaio ai presidenti delle due province De Pascale e Paron del Pd) a quelle delle associazioni di categoria, tutte incentrate sull’autonomia, fino all’oggettiva capacità della Camera di Ferrara considerata una delle più virtuose d’Italia, questo naufragio della riforma non sembra turbare. In effetti, in questi anni di grande incertezza, la Camera ferrarese ha continuato il suo lavoro istituzionale senza intoppi. —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google