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Un uomo dal cuore grande L’ultimo saluto al pescatore

Katia Romagnoli
Un uomo dal cuore grande L’ultimo saluto al pescatore

«La sua vita ruotava attorno alla famiglia, al mare e alla profonda fede» Chiesa gremita e tanta commozione per l’uomo morto cadendo dalla barca

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GORO. Chiesa e piazzale antistante gremiti, ieri pomeriggio, per l’ultimo saluto a Luigi Ricci, meglio conosciuto come “Gigi”, l’imprenditore ittico gorese di 71 anni, morto sabato scorso nella Sacca di Scardovari, dopo esser caduto dalla barca a bordo della quale era andato a pescare insieme alla moglie.

dolore e lacrime

Dolore e lacrime tra i tantissimi compaesani, commercianti di pesce, pescatori, arrivati anche da altre località, per stringersi attorno al lutto della moglie Loretta, dei figli Barbara, Alessandro e Severino e degli altri parenti.

«Gigi era una grande persona, dal cuore grande, sempre disponibile – ha detto commosso il cugino Luigi - io sono titolare di una pescheria e lui si occupava soprattutto di vendita all’ingrosso e mi ha sempre dato tanti consigli buoni». Tra tantissimi fiori bianchi e rossi adagiati davanti all’altare, anche un cuscino mandato dagli amici del porto di Barricata, che Ricci da anni frequentava da grande appassionato di pesca sportiva.

La sagoma dell’imbarcazione, la Sea Alba, da cui Ricci è fatalmente caduto sabato scorso, è stata riprodotta con un modellino e addobbata di fiori con la dedica delle sorelle.

i ricordi

«Dal 1980 al 2010 siamo andati a pescare assieme – ha ricordato commosso uno trai tanti amici presenti, Gino Ferruzzi, pensionato di Argenta –, e avevamo anche creato un club che si chiamava Goro Nautica, dove facevamo scuola di vela. Perdo un grande amico».

«Ho appreso la notizia leggendo la Nuova domenica scorsa – ha aggiunto Ferruzzi – e mi sono chiesto come sia potuto succedere, perché Gigi sapeva nuotare bene e non aveva paura di niente. UNa tragedia senza fine».

l’omelia

Il parroco, don Francesco Garbellini, nella sua omelia, evocando i significati della Quaresima e della resurrezione pasquale, ha rimarcato che «anche se le lacrime non sono asciugate, c’è il conforto della fede. Le ceneri ricordano il nostro pellegrinaggio terreno e la Pasqua ci ricorda che Cristo è risorto per noi».

Tracciando un ricordo di Luigi Ricci, è emerso un dettaglio probabilmente noto a pochi, ossia che il compianto imprenditore ittico fosse andato in pellegrinaggio scoprendo diverse realtà profondamente radicate nella fede.

i racconti

Un altro grande amico, Giuliano Saccomanni di Coccanile racconta come «ci conoscevamo dal 1990, una degna persona, dentro e fuori dalla pesca. Ci trovavamo in porto a Barricata e ci sentivamo tutte le settimane, anche perché acquistavo da lui sarde per andare alla pesca sportiva del tonno. Mancherà a tutti».

Dipinto da tutti come un grande “appassionato del mare e della pesca” , Luigi Ricci ha tracciato un solco, come ha ricordato lo stesso parroco, lungo il quale i figli potranno proseguire un cammino, fondato sul grande attaccamento alla famiglia e al lavoro e alla passione sconfinata per il mare.

Gianni Bulgarelli, titolare di un’officina meccanica di Mesola, in mezzo alle centinaia di persone che non sono riuscite a prendere posto in chiesa, ha ricordato come Ricci fosse «un uomo di grande generosità e di spirito. Veniva per dei lavori e mi portava in dono una sporta di pesce». —

Katia Romagnoli

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