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Fabbri e Zappaterra «Camere di commercio Bene stop alla fusione»

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«Bene lo stop alla fusione tra le Camere di Commercio che arriva dal Tar: il matrimonio che il Pd ha tentato di imporre avrebbe portato effetti negativi per le imprese e il territorio. La Camera di Commercio di Ferrara funziona, è un’eccellenza e deve mantenere la sua autonomia. Ci auguriamo che la Corte Costituzionale confermi l’affossamento di questo scellerato progetto, frutto del pasticcio combinato da Renzi con le province», scrive il candidato sindaco del centrodestra, Alan Fabbri. Il consigliere regionale del Carroccio commenta la notizia dell’ordinanza, depositata il 15 marzo scorso, con cui il Tar del Lazio ha sospeso l’accorpamento delle Camere di Commercio di Pavia, Cremona e Mantova e trasmesso gli atti alla Corte Costituzionale.

Argomentazioni giuridiche a parte, sostiene Fabbri, «l’idea della fusione, come abbiamo sempre detto, erasbagliata e calata dall’alto. Non teneva conto delle peculiarità dei territori e rischiava di soffocare le eccellenze cancellando autonomie territoriali importantissime per lo sviluppo».

Nei mesi scorsi, ricorda il candidato del centrodestra, «con forte ritardo anche una parte del Pd locale si era accorto dell’errore e i due presidenti provinciali di Ferrara e Ravenna avevano fatto marcia indietro riconoscendo il clamoroso errore. Le Camere di commercio funzionano e non è logico modificarne l’assetto».

Nel mirino il m5s

Il tema è rilevante anche per la consigliera regionale del Pd, Marcella Zappaterra.

«La sentenza del Tar del Lazio - afferma la consigliera - segna uno spartiacque. Addirittura insinua il dubbio che l’impianto della legge possa essere incostituzionale». L’ordinanza dimostra «quanto il mio sollecito alla giunta regionale per lo stop alla fusione di Ferrara e Ravenna fosse opportuno - conclude la consigliera - È ben nota la resistenza del M5S ad aprire una riflessione, speriamo che almeno la Lega dia seguito alle dichiarazioni del ministro Centinaio e si impegni per una modifica di buon senso che salvaguardi l’autonomia e il radicamento territoriale a tutela delle nostre imprese». —

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