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COPPARo 

L’ultimo lungo abbraccio all’ingegnere della Berco

Alessandro Bassi
L’ultimo lungo abbraccio all’ingegnere della Berco

Tanti cittadini e il sindaco ai funerali di Paolo Cantelli, deceduto in incidente I famigliari rinnovano l’invito all’amministrazione per un ricordo del loro congiunto

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COPPARO. Ieri mattina Copparo si è stretta attorno al feretro di Paolo Cantelli, l’ingegnere copparese dipendente della Berco di 63 anni, deceduto la sera di mercoledì 6 marzo a seguito di un tragico incidente stradale in via Bottoni, alle porte di Copparo. In sella alla sua bicicletta, attorno alle 19, il 63enne è stato tamponato con violenza da un’auto che procedeva nella stessa direzione, il cui guidatore è stato peraltro denunciato per omicidio stradale (aggravato dal fatto che sottoposto all’alcoltest è risultato positivo).

l’abbraccio

Come detto erano in tanti nella chiesa dei santi Pietro e Paolo di Copparo a portare l’ultimo saluto al conosciutissimo Paolo. Professionisti, colleghi di lavoro in Berco, semplici cittadini e parenti, fra cui il gemello Gianni con il quale abitava (da sempre) al Palazzo Marconi.

Era presente anche il sindaco di Copparo, Nicola Rossi. La chiesa era praticamente piena, anche nelle sua navate laterali, ed un gruppo di persone sono rimaste ad attendere fuori. Voci basse e volti mesti. Il parroco, don Lorenzo, ha esordito dicendo che si era tutti riuniti per dare il saluto cristiano a Cantelli. E quando è stato il momento delle scritture, il discorso della montagna, di Matteo, era singolarmente collegato alla memoria dell’ingegnere defunto (fra l’altro appassionato di alpinismo), dato che praticamente tutte le categorie, dai puri di cuore ai costruttori di pace, lo vedevano sicuramente coinvolto nel suo modo di vivere, di pensare e stare con gli altri.

il ricordo

Perché Paolo era un uomo attento alla storia locale ed alla vita del paese, ed era un uomo buono, pronto ad aiutare gli altri, come faceva con gli anziani, fossero conoscenti o ex colleghi in Berco. E seguiva i consigli comunali, perché stava informato su quanto riguardava la comunità, in particolare se si parlava di storia e tradizioni. Ed era persino capace di ringraziare per la correttezza e la precisione di un resoconto letto su un quotidiano. Ma la sua forza erano i numeri, bravissimo nel fare i conti a mente, lasciando di stucco chiunque lo stesse ascoltando.

Al termine della mesta cerimonia, il feretro è stato trasportato al cimitero di Copparo per l’ultimo, triste, viaggio di una persona che adorava spostarsi sul territorio in sella alla sua bici e ha perso la vita mentre lo faceva.

La famiglia (come raccontato dal gemello Gianni alla Nuova Ferrara) gradirebbe un riconoscimento da parte dell’amministrazione (una via, per esempio, ma i tempi sono lunghi in questo caso) per ricordare un cittadino conosciuto da tanti e apprezzato per le sue doti. —

Alessandro Bassi



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