Morto sotto il trattore Lacrime ai funerali: «La terra la sua vita»
MONTESANTO. La piccola chiesa di Montesanto non è riuscita a contenere ieri la folla che ha voluto testimoniare vicinanza ed affetto alla famiglia di Enzo Buriani, l’agricoltore di 93 anni rimasto schiacciato dal trattore il 5 marzo.
Accompagnata dal figlio Claudio, il quale al momento della tragica fatalità stava caricando legna sul carro agganciato al trattore condotto dal padre, anche la moglie dell’anziano, Ida. Accanto alla figlia Patrizia, al genero, alla nuora e ai nipoti, c’era tutta la comunità ma in tanti sono accorsi anche da Voghiera, Masi Torello e Runco. «Mio zio era la positività al cento per cento, un uomo con un cuore grande, sempre disponibile con tutti – ha detto la nipote Paola al termine delle esequie – e lo dimostra la partecipazione così numerosa».
Le parole di don Paolo durante l’omelia hanno commosso tutti: «Enzo ha speso la propria vita al servizio dei cari e della sua gente. Non sono un incidente o la morte fisica, ma un’altra pagina quella che si sta scrivendo per Enzo e si chiama resurrezione finale».
La bara, circondata da fiori bianchi e gialli è stata benedetta prima del trasporto nel camposanto locale. Tanti gli amici di una vita, agricoltori come il 93enne. Tra loro Giovanni Capisani di Montesanto, che ha sottolineato come «c’è gente attaccata al lavoro e alla terra che non vuole mollare mai. Enzo era così, voleva sempre rendersi utile in campagna. Gli hanno voluto bene tutti qui. Era ancora in salute, anche se i ritmi non erano più quelli di una volta».
Buriani, dopo aver vissuto per tanti anni a Monestirolo, si era trasferito a Montesanto negli anni ’60, dove aveva acquistato un podere tuttora coltivato a grano in parte e a frutteti. «Era una gran brava persona – ha aggiunto Ivano Benetti –; spesso alla sera veniva al bar a fare quattro chiacchiere, a prendere il caffè. Fino a qualche anno fa si fermava a giocare a carte. Non era più un giovanotto, ma la sua vita era in campagna e non avrebbe mai attaccato le scarpe al chiodo. È una disgrazia per tutti». —
Katia Romagnoli
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