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COPPARO 

Prendevano cavalli per i disabili Ma alla fine non li pagavano

D.B.
Prendevano cavalli per i disabili Ma alla fine non li pagavano

Dalla denuncia di un allevatore scoperta un’associazione a delinquere a Caserta Dati falsi nell’acquisto degli animali, poi rivenduti per le corse o la macellazione

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COPPARO. Il sistema era ormai collaudato, contando in particolare sul fatto che colpivano in tutto il Nord Est, nella speranza così di farla franca visto che il danno era “minimo” a truffato, ma l’introito complessivo era elevato. Ma la truffa alla fine è venuta a galla ed il merito è tutto copparese, partendo da colui che ha denunciato l’accaduto per arrivare ai carabinieri della stazione di Copparo, i quali scoperta la truffa architettata hanno ampliato le indagini, risalendo all’identità degli autori, otto persone perlopiù della provincia di Caserta (alcuni sono calabresi), tutte denunciate alla Procura di Ferrara per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ed al maltrattamento di animali.

la truffa

Il sistema adottato dai truffatori era tanto semplice quanto efficace: una persona si presentava in allevamenti di cavalli nella zona del Nord Est (compreso per l’appunto quello del denunciante copparese) dicendo di essere un commerciante di cavalli pronto ad acquistare animali da utilizzare per l’ippoterapia, sistema terapeutico utilizzato a favore dei disabili. Ottenuta la disponibilità alla vendita, arrivava un camion di grandi dimensioni ad acquistare i cavalli, solo che i dati forniti per la fattura di vendita erano finti, non permettendo agli allevatori di ricevere il giusto compenso né tantomeno di risalire a chi li aveva truffati.

A segnalare la cosa è stato un allevatore di cavalli copparese, il quale con questo sistema ha venduto due cavalli (del valore all’incirca di 1.000-1.500 euro cadauno), per poi scoprire che la fattura era stata intestata a persone inesistenti, dovendo dire addio al proprio denaro. Immediata la denuncia ai militari della stazione copparese.

le indagini

A questo punto i carabinieri hanno cercato di risalire all’identità dei truffatori, scoprendo una sorta di vaso di Pandora, una vera e propria associazione a delinquere, la quale faceva riferimento ad un’azienda compiacente che si trova in provincia di Caserta. Tutti i cavalli prelevati negli allevamenti del Nord Est venivano smistati in quell’azienda, rivenduti per le corse clandestine o destinati direttamente alla macellazione, sulla base dello stato di salute dell’animale.

La truffa è partita diversi mesi fa, basti pensare che le indagini dei carabinieri copparesi sono iniziate circa un anno fa, arrivando al termine nella giornata di venerdì, quando hanno denunciato alla Procura le otto persone che facevano parte dell’associazione a delinquere. Le indagini sono ancora in corso per quantificare l’entità complessiva della truffa imbastita, ma si tratta di diverse decine di migliaia di euro, visto che le bisarche utilizzate per il trasporto dei cavalli ad ogni viaggio verso Caserta ne portavano tra gli 8 e i 10, quindi ogni carico si aggirava sui 10mila euro e oltre. —

D.B.

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