Imprenditore ittico ai domiciliari per usura In paese c’è stupore
GORO. Stupore in paese all’indomani dell’arresto di Pietro Gianella, imprenditore gorese di 52 anni, ex calciatore a livello dilettantistico, finito nei guai per usura.
L’uomo, dall’altro ieri agli arresti domiciliari, è molto conosciuto a Goro, non solo per i trascorsi calcistici, condivisi con il suocero, Mario Scarpa, ex ala destra del Perugia, ma anche per le attività imprenditoriali condotte nel settore ittico.
Gianella, che da qualche tempo non si vedeva a Goro, anni fa aveva gestito con un socio un allevamento di orate e branzini in località Vallazza, a Gorino.
Successivamente, assieme a un amico di Chioggia, aveva rilevato uno stabulario di vongole, sempre a Goro, ma l’attività è stata chiusa dopo che il socio era rimasto coinvolto in un grave fatto di sangue in porto a Chioggia.
Saranno tuttavia le indagini congiunte dei carabinieri di Rovigo e dei colleghi della compagnia di Comacchio, questi ultimi esecutori materiali dell’arresto, a fare chiarezza intorno ad una vicenda che presenta ancora molti lati oscuri.
Nello specifico, Gianella viene accusato di aver prestato complessivamente 45mila euro a un commerciante di Padova, pretendendo la restituzione del denaro, secondo gli investigatori, con interessi al tasso del 20 per cento mensile; mentre al padre della stessa persona avrebbe anticipato altri 20mila euro, a fronte di una riconsegna della somma con un tasso maggiorato del 50 per cento annuo. —
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