«L’argine del Reno va alzato» Nuovo incontro in Regione
Un tavolo con i Comuni del Ferrarese e del Bolognese per capire come lavorare Garuti: in quell’occasione chiederemo concessioni gratuite per i frontisti
L’argine del fiume Reno, il suo “stato di salute” e le modalità di controllo e manutenzione, saranno al centro dell’incontro che si terrà mercoledì in Regione. Al tavolo parteciperanno le amministrazioni interessate dal passaggio del flusso d’acqua e, in particolare, per quanto riguarda il Ferrarese, saranno i sindaci di Poggio Renatico, Terre del Reno e Cento.
la situazione
«Sarà l’occasione - spiega Daniele Garuti, primo cittadino di Poggio Renatico - per fare il punto e capire come intervenire, anche dopo l’esondazione dello scorso febbraio». Da tempo ormai il sindaco sostiene che, al di là delle misure straordinarie e dell’impiego della Protezione civile in casi d’emergenza, si dovrebbe lavorare sulla prevenzione e sull’ammodernamento dell’argine. «Quando ci fu l’alluvione nel 1951 l’argine si ruppe. Venne ricostruito più basso per dare al fiume una “valvola di sfogo”. Ora - ha spiegato il sindaco - quella soluzione rischia di essere davvero pericolosa. Ogni volta che l’acqua si alza, portiamo i sacchi di sabbia per pareggiare il livello dell’argine; non sarebbe più logico alzarlo una volta per tutte?». Questa è una questione. L’altra, invece, riguarda la pulizia dell’argine.
le concessioni
«Proporremo alla Regione Emilia Romagna di ripensare alle concessioni ai frontisti, e invece di far pagare i terreni, chiederemo di dare loro la concessione gratuita». Ad oggi i frontisti, ovvero a coloro che abitano di fronte all’argine, che chiedono la concessione di un terreno devono pagare. Nessuno però nel Poggese sembra più interessato ad avere queste aree verdi e il risultato è scontato: restano abbandonate a loro stesse. «Le persone che anche vorrebbero pulire quelle zone rischiano di essere sanzionati perché non hanno il permesso di farlo e quindi, nessuno lo fa».
Secondo il sindaco Garuti la Regione potrebbe avere dalla concessione gratuita un doppio risparmio: «Sarebbero i frontisti ad occuparsi della cura del verde. I cittadini si sentirebbero responsabilizzati e utili e la Regione eviterebbe di incaricare e pagare terzi per la manutenzione».
argini tartassati
Quella della pulizia dell’argine non è una questione legata unicamente all’estetica, anzi, le ragioni che spingono le amministrazioni a chiedere di intervenire sono molto più profonde. «È proprio nella vegetazione selvaggia che gli animali trovano il loro habitat e scavano le proprie tane. Ci sono parti dell’argine del Reno ridotte a groviera per le buche e i tunnel scavati dalle nutrie. Questo - commenta il sindaco di Poggio Renatico, Daniele Garuti - può rappresentare una minaccia: rischia di minare la stabilità dell’argine. Senza contare poi che il proliferare di animali e insetti danneggia i campi e i frutteti vicini». —
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