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IL CASO

«Mia figlia la vedo solo un’ora a settimana. Me l’hanno portata via e non capisco il perché»

Samuele Govoni

Un padre da un anno aspetta di riportare a casa la sua bambina Tutto è partito da una segnalazione che lo definiva violento 

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FERRARA. Sono mesi che non può vedere la sua bambina di 18 mesi per più di un’ora a settimana e non riesce a darsi pace. «Dicono che sono pericoloso e sono stato allontanato da lei ma io ho altri figli. Due vivono con me, gli altri li vedo e dunque mi chiedo: se fossi davvero una minaccia, non sarei stato allontanato da tutti?». L’uomo è residente nell’Argentano ma le sue origini affondano in terra campana. «Sono cresciuto a Napoli, la mia vita è stata un disastro, sono stato in prigione e ho pagato per i reati che ho commesso. Da quattro anni vivo qui, sto cercando di rifarmi una vita ma sembra che qualcuno non voglia darmene la possibilità. Non sono un cattivo genitore e questa situazione mi sta facendo davvero male».

la vicenda

È passato più o meno un anno da quando, a seguito di una segnalazione relativa alla presunta violenza dell’uomo, la compagna e la figlia, che all’epoca aveva sei mesi, sono state allontanate dalla casa in cui vivevano con lui e accompagnate dagli assistenti sociali in una struttura protetta. «Hanno detto che sono una persona pericolosa e aggressiva però - spiega l’uomo - non nei confronti dei miei figli. Infatti, in casa con me vivono ancora mio figlio di 17 anni e mia figlia di 4 mesi. Sto con lei sempre, me ne prendo cura e faccio tutto ciò che un padre deve fare. Nonostante questo però, per l’altra bambina sarei una minaccia. Non ci capisco più niente».

Nel frattempo, l’uomo ha perso il lavoro e non riesce a trovarne un altro e quindi, alla complessa situazione familiare si aggiunge una situazione finanziaria sempre più precaria. «Da quasi un anno posso vedere mia figlia e la mia compagna solo un’ora a settimana. Ho chiesto di aumentare le visite ma non me lo concedono. La mia compagna - spiega - potrebbe uscire ma la bimba dovrebbe rimanere nella struttura e lei, ovviamente, rimane con la figlia».

fase di stallo

Secondo le parole dell’uomo, che insieme al suo avvocato sta cercando di smuovere una situazione di stallo, è «tutto assurdo». Non ci sarebbero state indagini approfondite in questi mesi da parte delle forze dell’ordine per comprendere fino a che punto la segnalazione, pervenuta dall’ex compagno della donna, possa essere attendibile. «Questa situazione sta facendo del male a tutti. Io sto male ma anche i miei figli non se la passano bene. Non capisco da dove nasca tutto questo: mi sembra di vivere in un incubo». Intanto l’avvocato sta analizzando la documentazione prodotta negli ultimi mesi e ha richiesto la fissazione di un’udienza ed è in attesa di una risposta. —

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