Sull’auto rubata c’erano tre ragazzi Scoperti dal Gps
Furto sulla costa: il proprietario dà allarme e posizione del mezzo A Ferrara i carabinieri intervengono e recuperano il veicolo
PORTO GARIBALDI. È durato il tempo del tragitto dalla costa comacchiese a Ferrara, nella notte tra sabato e domenica, il furto di un’autovettura di grossa cilindrata, grazie all’intervento dei carabinieri e del Gps, il sistema di posizionamento satellitare installato sul veicolo. Con i militari che hanno anche individuato e denunciato per ricettazione tre giovani: uno dei quali trovato nell’abitacolo dell’auto rubata. L’allarme è scattato nel cuore della notte, intorno all’1.30, quando al 112, numero di pronto intervento dell’Arma, arriva una richiesta di intervento del proprietario di una Mercedes classe E, che aveva subito il furto della macchina, lasciata in sosta in un parcheggio di Porto Garibaldi. Il segnale Gps attivo indicava all’uomo la posizione della berlina: il parcheggio adiacente al supermercato Conad, in viale Krasnodar a Ferrara.
Subito è scattato l’intervento dei carabinieri, che sono giunti in pochi istanti sul posto e hanno scorto all’interno dell’abitacolo la sagoma di un giovane. I militari hanno atteso alcuni istanti prima di intervenire e sono riusciti così a individuare altri due giovani che dopo poco si sono avvicinati all’auto.
Tutti e tre i ragazzi sono stati fermati e identificati. Si tratta di tre ventenni, due italiani e un coetaneo di origine pakistana.
I tre giovani sono stati quindi accompagnati nella vicina sede del comando provinciale dell’Arma di via Carmine della Sala, per tutti gli accertamenti del caso e le procedure del caso. Qui i giovani sono stati denunciati per ricettazione in concorso di auto rubata.
La Mercedes è stata restituita dai carabinieri, prima dell’alba di ieri, al legittimo proprietario.
Saranno le ulteriori indagini degli investigatori dell’Arma a ricostruire l’esatta dinamica del furto andato in fumo e si sta valutando anche la possibilità che sia stato messo a segno con il ricorso a un dispositivo elettronico. In pratica i ladri, anziché forzare le serrature delle automobili, si avvalgono di strumentazioni elettroniche che consentono, seguendo il malcapitato, di intercettare la radiofrequenza delle chiavi wireless, ritrasmettendola ad un complice che si trova nei pressi dell’automobile adocchiata. —
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