La Nuova Ferrara

Ferrara

COMACCHIO 

Cultura a 360 gradi La Casa delle Arti svela i suoi contenuti

Katia Romagnoli

Nell’ex Museo del carico della Nave Romana troveranno spazio numerose attività Musica, danza e fotografia ma anche corsi di cucina

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COMACCHIO. Continua ad investire in cultura la città lagunare. Dopo essersi piazzata sul podio nella gara a Capitale della cultura italiana per il 2018, Comacchio rilancia con uno dei progetti concepiti nel dossier di quella candidatura.

Sono infatti stati aggiudicati all’Rti guidato da Fioredil Group di Quarto (Napoli) i lavori, da 76mila euro, per la realizzazione della Casa delle Arti.

LO SPAZIO

La struttura troverà posto nei locali lasciati liberi dall’ex Museo del carico della Nave Romana, trasferitosi al pian terreno del Museo Delta Antico. La nuova destinazione d’uso dei locali - che nell’800 ospitarono il carcere risorgimentale, nel quale furono imprigionati, fra gli altri, Ugo Bassi e altri garibaldini - è dunque quella di spazio culturale polifunzionale.

La progettazione, curata dallo studio di Alfredo Borghi, architetto ferrarese, prevede la realizzazione di spazi didattici, mentre al piano ammezzato un’ampia sala accoglierà attività collettive, non aperte al pubblico, ma riservate agli iscritti. La sala verrà dotata anche di un palco in legno. «L’unico intervento costruttivo qui previsto – si legge nel progetto – è un setto in cartongesso, rivestito di legno, per creare un vano camerini dietro al palco. Al fine di dotare i locali di una migliore qualità acustica, al primo piano si prevede la realizzazione di un pavimento galleggiante – entra nello specifico il progetto – con finitura in legno. Tutti i locali, lungo il loro perimetro interno, saranno dotati di un tendaggio acustico che garantirà un netto miglioramento del riverbero durante l’impiego di strumenti musicali».

LE ATTIVITà

Musica, laboratori d’arte, danza, corsi di fotografia o di cucina e molto altro potranno trovare in futuro una location ideale proprio nella Casa delle arti, incastonata nel complesso di Palazzo Bellini, da sempre sede della cultura, dove sono presenti anche biblioteca e archivio comunale. La valorizzazione dei locali che dal 1989 al 7 novembre 2016 hanno ospitato i reperti della nave romana “Fortuna Maris” passa anche attraverso nuove opportunità che possono derivare, ad esempio, grazie all’istituzione di una scuola di musica o dalla realizzazione di laboratori di teatro, di pittura, di sartoria e di artigianato.

L’amministrazione comacchiese da tempo sta lavorando proprio attorno a questi filoni di crescita della cultura locale, per calare nella futura Casa delle Arti nuove forme di collaborazione tra le associazioni. La struttura sarà in relazione costante anche con il Padiglione ad archi, in piena ristrutturazione, avviato a trasformarsi in una piazza culturale coperta. —

Katia Romagnoli



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