Giochiamo a Rimpiattino per non buttare il cibo
Il progetto Ascom contro lo spreco alimentare presentato con il Report annuale Premiati per l’impegno e la fedeltà dodici pubblici esercizi ferraresi
Un settore, quello della ristorazione, reattivo nel panorama economico italiano, importante per gli alti numeri di fatturato e per i valori di legalità e socialità che rappresenta, che vive però in uno stato di salute non esente da sofferenze e che avrebbe bisogno di più investimenti e politiche governative.
Queste le considerazioni del presidente nazionale di Fipe Confcommercio, Lino Enrico Stoppani, intervenuto all’incontro di ieri all’Ascom per illustrare il Report Annuale sulla Ristorazione riguardo gli stili alimentari degli italiani, per premiare quattordici pubblici esercizi per la loro fedeltà al lavoro e per presentare il progetto anti spreco “Rimpiattino”.
Criticità del settore
«La ristorazione è importante per i suoi valori quantitativi – ha affermato Stoppani – In Italia ci sono 300mila imprese e un milione di occupati in questo settore che, non a caso, è il secondo motivo per cui i turisti scelgono di venire in Italia e il primo che li spinge a tornare. Ma bisogna fare i conti anche con qualche male: alti tassi di turnover, eccesso di liberalizzazione e d’offerta, la competizione odierna tra paesi in termini di cibo».
C’è poi il problema delle infiltrazioni malavitose, ha ricordato Stoppani, «la mafia investe nel settore per riciclare denaro sporco, con danni reputazionali e alla salute». Altra grande criticità è quell’eccesso di offerta che i dati emersi nel “Report Annuale” presentato da Roberto Calugi (direttore generale Fipe Confcommercio) hanno confermato: «Nel 2016 in Italia la ristorazione pesava sul totale dei consumi alimentari per il 35%, più di quanto non pesasse in Francia o in Germania – ha mostrato Calugi – Inoltre il nostro Paese, che ha conosciuto la crisi, ha il doppio di pubblici esercizi. Bisogna sottolineare però che il 70% di questi chiude e solo il 58% dei ristoranti presenta bilanci in utile. La causa? Forse c’è una sottovalutazione dell’impegno che serve per aprire queste attività – è stata la risposta di Calugi – In Italia sembra che la ristorazione sia un fenomeno di costume ma bisogna capire che si tratta di un fenomeno economico».
I consumi
E guardando i numeri («cosa che in questo Paese – ha detto Calugi – si fa poco») lo si comprende: nel 2018 in Italia il totale dei consumi alimentari è stato di 237 miliardi, di cui 152 spesi in casa e 85 fuori, con una spesa pro-capite all’anno di circa 1500 euro. Dal 2008 al 2018 è stato inoltre registrato un +5, 4 miliardi di consumi fuori casa e un –9, 8 miliardi per i consumi in casa, con un aumento costante della percentuale di coloro che mangiano fuori.
A questi di certo il progetto “Rimpiattino”, con i suoi pratici contenitori di design per rimpiattare cibi e bevande non consumate, non concederà più alcuno spreco.
I premiati
E «alle espressioni di voglia di fare, di costruire e di crescere», come Giulio Felloni (presidente Ascom Ferrara) ha definito i premiati, il riconoscimento per la professionalità e la fedeltà a Fipe Confcommercio: ai ristoranti Pulcinella, Orsucci, Al Vecchio Mulino, Pinotti, L’Antico Giardino, La Rosa, La Chiocciola, Tassi, La Pergola, Quel Fantastico Giovedì, La Capanna di Eraclio, Lanzagallo, Samanta e Leon d’Oro.—
Giovanna Corrieri
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