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Liberata nelle oasi una gru cenerina a cui avevano sparato

Liberata nelle oasi una gru cenerina a cui avevano sparato

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BANDO. È stata liberata nei giorni scorsi una gru cenerina (Grus grus l.), prima recuperata, curata e munita infine di Gps. All’evento ha partecipato il Centro di recupero animali selvatici (cras) Wwf di Valpredina, nelle prealpi bergamasche, specializzato nelle cure rivolte alla fauna selvatica ferita o in difficoltà.

La liberazione è avvenuta in un’area speciale del Parco regionale del Delta del Po, ossia l’oasi delle anse vallive di porto (bacino di Bando), affidata alla gestione della cooperativa Atlantide di Cervia.

«Siamo molto contenti – spiegano gli operatori del Cras – per il volo ed anche perché stiamo ricevendo i primi dati dal Gps, che funziona perfettamente».

l’intervento

L’esemplare di femmina di gru cenerina è alto 120 centimetri e con un’apertura alare di oltre 2 metri. È una specie particolarmente protetta e dopo la liberazione è stata dotata di un dispositivo Gps a ricarica solare, che consentirà di seguirne la migrazione verso il Nord Europa, fornendo dati scientifici sui suoi spostamenti e sul suo successo di recupero dopo ben due interventi chirurgici ed oltre due mesi di degenza.

L’animale era stato vittima di un grave atto di bracconaggio avvenuto in provincia di Brescia, nei giorni prima di Natale nel dicembre scorso, presentando addirittura ferite d’arma da fuoco e la frattura dell’ala sinistra. L’uccello è stato salvato grazie all’immediata segnalazione di cittadini, che hanno allertato la Polizia provinciale di Brescia e le guardie volontarie del Wwf, che l’hanno trasportato al Cras Wwf di Valpredina, per le cure necessarie.

Questa liberazione vuole essere un segnale positivo e una speranza per tutti, come la mobilitazione planetaria di questi giorni per il clima: «...Una mano dell’uomo aveva ferito la gru, ma è stata ancora una mano dell’uomo che l’ha guarita e l’ha restituita alla sua libertà», ha detto Matteo Mauri, responsabile del Cras bergamasco. —

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