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Avvistato squalo elefante È gigantesco ma innocuo

Katia Romagnoli
Avvistato squalo elefante È gigantesco ma innocuo

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PORTO GARIBALDI. Avvistato per la prima volta, lungo un tratto di costa tra Casalborsetti e le vene di Bellocchio, un imponente esemplare di squalo elefante. Il mammifero marino, che in età adulta può raggiungere anche 7/8 metri di lunghezza è stato intercettato l’altro ieri da alcuni pescatori, a circa 10 miglia dalla costa mentre risaliva le correnti diretto a nord, verso i lidi di Comacchio. «Non è un predatore ed è assolutamente innocuo – spiega Mattia Lanzoni, biologo di Unife e collaboratore di LegaCoop Pesca Emilia Romagna –; si ciba di plancton e di piccoli crostacei, ma anche di piccoli pesci che entrano nella in bocca, poiché presenta un’apertura boccale grande, con un muso simile alla proboscide di un elefante e proprio da qui deriva il nome di squalo elefante». Di colore scuro, ma con il ventre bianco il grosso mammifero marino proviene dai mari del sud, ma risultano avvistamenti negli ultimi due anni anche lungo la fascia costiera della Puglia e anche nelle Marche.

«Sono animali che hanno bisogno di profondità elevate – prosegue il biologo marino –, seguendo correnti di cibo. Possono spingersi fin sulle nostre coste a causa del cambiamento generale delle condizioni meteo/marine, seguendo le correnti alla ricerca di cibo». Non intervengono quindi fattori inquinanti nello spostamento degli squali elefante e benché siano rarissimi gli avvistamenti nell’Alto Adriatico, secondo gli studiosi ciò è da porre in relazione all’incremento delle temperature marine. «Si spostano dai mari del sud al nord – ribadisce Lanzoni –, sono solitari, come quasi tutte le specie, a parte lo squalo martello, che invece è una specie gregaria, che crea branchi durante la migrazione. Non è segnale di pulizia dell’Adriatico la loro presenza, ma di cambiamento della catena alimentare e di maggior carico di nutrienti».

Chissà se nei prossimi giorni, superata la bora di San Giuseppe, i pescatori, tornando al largo riusciranno ancora una volta a scorgere la sagoma maestosa dello squalo marino. —

Katia Romagnoli

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