Diamanti, i fondi sono in salvo Il Comune: il Tar decida in fretta
Richiesta la sospensiva primo giudizio entro aprile. Il ricorso contesta la data del veto ministeriale: è arrivata a tempo scaduto
FERRARA. È completo di richiesta di sospensiva il ricorso al Tar del Comune contro la decisione della Soprintendenza regionale alle Belle arti di sospendere la valutazione del nuovo padiglione di Palazzo dei Diamanti. Questo significa che il tribunale amministrativo bolognese dovrà indicare un orientamento sulla vicenda in tempi ristretti, sicuramente entro aprile, e il Comune potrà utilizzare questo pronunciamento per tarare i propri progetti sull’intera operazione di ristrutturazione dell’edificio. Ed è già scattato il piano per salvaguardare in gran parte i finanziamenti pubblici legati all’intervento in bilico.
La delibera di giunta del 12 marzo, infatti, dà mandato al sindaco di ricorrere al Tar sulla base di un interesse molto concreto da tutelare: evitare «la perdita dei finanziamenti ministeriali» collegati al progetto. Si tratta di 3,5 milioni di euro del Ducato Estense, che nella versione in essere dell’intervento sono collegati proprio alla costruzione del nuovo padiglione, che è come noto la causa scatenante della polemica sollevata da Vittorio Sgarbi contro il progetto. L’ampliamento del palazzo è pure al centro dell’atto d’indirizzo con il quale il direttore centrale del ministero, Gino Famiglietti, impose nel gennaio scorso alla soprintendente regionale Cristina Ambrosini la «sospensione della valutazione» per questa specifica parte del progetto.
Si apprende che la sospensione è sine die, nel senso che è appesa al parere richiesto ai Comitati scientifici ministeriali, organismi formati da tecnici che vengono convocati su temi specifici con poteri consultivi. Non si conosce la data di convocazione del comitato che dovrebbe esprimersi sul padiglione, e per questo motivo il Comune ha deciso di andare avanti con il Tar nel timore di non avere l’eventuale via libera in tempo per impegnare i finanziamenti entro il 2019, rischiando così di perderli.
In realtà già avanza il piano B, che prevede lo spostamento di una parte dei 3,5 milioni sul secondo troncone del progetto, sul quale è arrivato il via libera della Soprintendenza dopo le integrazioni del Comune: si tratta di restauri e riqualificazioni dei volumi esistenti. I 2 milioni del Comune previsti in un primo tempo per questa parte del progetto verrebbero spostati sul Padiglione. È quanto si discuterà anche oggi in commissione comunale. Il danno economico sarebbe dunque nella duplicazione dei costi per i cantieri.
Nel ricorso si gioca una carta procedurale: l’atto di sospensione è arrivato a Ferrara il 27 febbraio, «oltre la scadenza del termine» del silenzio-assenso. Vengono poi contestate la necessità e urgenza dell’avocazione a Roma e l’eccesso di potere, perché tra le soluzioni alternative vi è quella «assolutamente non percorribile» del tunnel, frutto di istruttoria insufficiente, entrando poi nel merito di scelte comunali (il Quadrivio rossetiano, ad esempio).
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