Inchiesta strade al veleno Dubbi di Regione e Arpae
Si apre questa mattina a Venezia l’udienza preliminare sul caso delle “strade al veleno”, inchiesta condotta dalla Dda di Venezia che ha coordinato gli accertamenti dei carabinieri Forestali di Rovigo anche sulle strade nelle province tra Ferrara, Bologna, Modena e nel Veneto che vedrà la costituzione di parte civile di alcuni comuni della provincia ferrarese. Ma già alla vigilia si registra un colpo di scena perché la Regione Emilia Romagna e Arpae parlano e scrivono di una inchiesta senza riscontri e dunque sconsigliano di costituirsi parte civile.
Con una lettera ai Comuni interessati – anche a quelli che avevano già deliberato la costituzione – la Regione ha fatto sapere la sua posizione, lasciando intendere che quella poteva essere la posizione migliore, poiché, stando ai fatti, Arpae spiega che nel periodo 2013-2017 nei corpi freatici della pianura di Ferrara, Bologna e Modena sono stati effettuati 581 campionamenti di acque sotterranee che non hanno evidenziato «variazioni statisticamente significative». Insomma, non ci sono nelle acque le sostanze pericolose – nichel e altro – che l’inchiesta riteneva presenti in eccesso nei conglomerati preparati dalle aziende indagate, così da far restare quei conglomerati, non materie prime ma rifiuti pericolosi.
Arpae poi ha consegnato ai Comuni la documentazione della Regione che per ora «rimanda ad eventuali sviluppi», rinunciando a costituirsi. E tra gli atti di valutazione, oltre alle analisi Arpae, c’è la relazione di uno studio legale che dubita della possibilità di costituirsi, spiegando che «dal fascicolo processuale non è dato comprendere se e quali accertamenti siano stati svolti dai singoli Comuni e in caso positivo con quali esiti». E che «non esistono i presupposti che giustifichino una costituzione di parte civile». –
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