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il congresso a modena 

Legacoop Estense promette lavoro, legalità, sviluppo

Legacoop Estense promette lavoro, legalità, sviluppo

Il presidente Benini: «combattiamo contratti pirata, diciamo sì al salario minimo» La coordinatrice Bertelli: «rilanciamo il Basso Ferrarese che sconta troppi ritardi» 

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Sviluppo sostenibile, lavoro e cooperazione: parole d’ordine delle “Rivoluzioni cooperative” del primo congresso di Legacoop Estense che ha raccolto, ieri a Modena, 350 rappresentanti delle 215 coop (88 di Ferrara) che rappresentano 500mila soci tra Modena e Ferrara e che grazie al lavoro di oltre 29.500 occupati hanno prodotto e distribuito nel 2017 una ricchezza pari a 5.5 miliardi di euro. Numeri e parole per affrontare le nuove sfide e «promuovere uno sviluppo e un’idea di futuro in grado di conciliare rispetto dell’ambiente, giustizia sociale e la crescita economica, riducendo la distanza tra le persone e i territori» scandisce nella sua relazione il presidente Andrea Benini, riconfermato nel suo ruolo, con Francesca Federzoni alla vicepresidenza.

Fusione 3 anni fa

Nata tre anni fa dalla fusione delle strutture di Modena e di Ferrara, Legacoop Estense guarda al futuro e soprattutto al Ferrarese, con nuovi progetti e programmi. Non a caso negli interventi, sia Benini che Chiara Bertelli, coordinatrice per il Ferrarese di Legacoop, hanno tracciato la linea comune: «Creare connessioni tra Ferrara, Modena e i territori circostanti, in una logica di area vasta che ci consenta di competere con le aree più performanti del mondo». Una proposta fondamentale per rilanciare il Basso Ferrarese «che sconta un ritardo nello sviluppo e può trarre vantaggi agganciando aree trainanti».

Non potrebbe che partire da qui, hanno spiegato ieri al congresso, la volontà di un manifesto per il futuro dell’Italia. Che secondo Benini si deve strutturare attorno a 5 pilastri: lavoro, sostenibilità, legalità, innovazione e welfare: «Lanciamo per questo motivo ai nostri amministratori - ha spiegato Benini alla sala, presenti i sindaci di Ferrara (Tagliani), Modena (Muzzarelli) e al presidente Regione (Bonaccini) - tre macroproposte: patto per lo sviluppo sostenibile tra forze economiche e sociali, programmazione strategica da qui al 2030 su obiettivi comuni e il lavoro da metter al centro di tutto». Lavoro che si coniuga con legalità, valorizzazione e non sfruttamento di chi lavora: «La nostra proposta è di combattere i contratti pirata, con una nuove norme su rappresentanza e l’introduzione di un salario minimo». Parole, e anche numeri sul lavoro, visto che dei 500mila soci tra consumatori, lavoratori e imprenditori - un abitante su due delle aree tra Modena e Ferrara - le coop, sì rappresentano l’1% delle imprese ma creano il 10% dei posti di lavori, il 50% di questi ricoperti da donne, l’84% assunti a tempo indeterminato. Con una occupazione cresciuta del 5.8% nel 2017 a fronte di un aumento nel Ferrarese dell’1%. Numeri e parole di «imprese leader per dimensione, performance e longevità in diversi settori, coop che sostengono progetti per i territori e che per oltre il 60% dei beni donati li offrono ai meno abbienti».

Parole e fatti

E dalle parole ai fatti. Per farlo occorre seguire obiettivi chiari, per Legacoop Estense: «costruire filiere agroalimentari tra chi produce, trasforma e distribuisce, presidiare la legalità e introdurre innovazione nel mondo dei servizi». E poi «housing sociale, smart cities e welfare adeguato ai tempi e investimenti nel settore culturale, creativo e turistico». —

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