Modonesi (Pd) indignato con l’Europa Fabbri (Lega): lacrime di coccodrillo
Nemmeno i nuovi sviluppi del caso Carife ricompattano la politica. Aldo Modonesi, candidato sindaco dem, informa che «la mia indicazione all’Ue. Oggi ci hanno detto che la soluzione ipotizzata inizialmente per Carife, ovvero l’intervento del Fitd, era assolutamente legittima. La Commissione europea, invece, a fine 2015 bloccò il governo perché quell’intervento, dicevano, equivaleva a un aiuto di Stato, vietato dalle norme europee. Errore o malafede non sta a me deciderlo, ma da quello stop sono dipesi danni pesanti come quelli di un terremoto». C’è ora bisogno «di chi si assuma delle responsabilità e di chi risarcisca questa città», pur con l’augurio che «la campagna delle amministrative non la voglia fare nessuno sulla pelle di ex azionisti e obbligazionisti. Sono stati sufficientemente tirati da una parte o dall’altra, ma ancora non hanno ricevuto risposte».
Alan Fabbri, candidato sindaco del centrodestra, invece, se la prende con il «Pd pusillanime, se non in malafede, si è lasciato abbindolare dalle minacce dell’Europa su una questione che, per tante famiglie, si è poi trasformata in un dramma che si poteva evitare. Oggi il candidato sindaco del Pd piange lacrime di coccodrillo: ma dov’era in tutti questi anni di battaglie?». Fabbri accusa di dem di “gufare” sui rimborsi, contando proprio sui paletti Ue, «sperano che le cose non vadano a finire nel modo giusto, così da poter portare avanti la loro bieca strumentalizzazione».
Luigi Marattin (Pd) risponde ricordando che il ricorso venne presentato dal governo Pd e invita alla prudenza: se l’intervento Fitd ci fosse stato e poi le banche fossero poi fallite, l’azzeramento sarebbe stato ancor più duro. Alberto Balboni (FdI) mette l’accento «sulla decisione del governo Renzi di procedere alla risoluzione», ma preannuncia un’interrogazione al ministro Tria «per ottenere dall’Ue il rimborso dei gravissimi danni», ma pure «procedere senza ulteriori indugi» ai rimborsi. —
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