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Ferrara

Giustizia lumaca in tribunale 

Processo infinito per il Lobo Loco, rinvio record tra oltre un anno

D.P.
Processo infinito per il Lobo Loco, rinvio record tra oltre un anno

È la causa che vede sotto accusa la vendita illecita di alcol a ragazzi minorenni. Ma per le troppe cause dal giudice di pace, dopo ore di attesa la decisione di rinviare  

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FERRARA. È l’altra faccia della giustizia, quella minore, che si affida al giudice di pace per controversie spesso di poco conto. Ma è la faccia di una giustizia lenta, lentissima e che per un processo di non alta difficoltà si vede costretta a rinviare ad un anno per volta un procedimento che da oltre tre anni non ha avuto nemmeno il primo atto in tribunale.

È accaduto anche  a Ferrara, dove la giustizia - dicono gli addetti ai lavori - è a livelli europei: non in questo caso. Non nella mattinata di ieri, quando il giudice di pace Camilla Brini si è ritrovata a ruolo oltre una ventina di processi, con tanti testimoni, e il tempo non bastava: da qui il rinvio al febbraio 2010 per un fatto che esplose nel lontano tra settembre /ottobre 2016.

Shottini vietati

È successo per il processo legato al Lobo Loco, locale cittadino, la cui titolare, Maria Antonia Galeone, è accusata di somministrazione di alcolici a ragazzini minorenni: una storia che fece il giro d’Italia perché la titolare venne accusata di aver servito (non i 18 shottini, superalcolici, come venne raccontato dalle cronache) alla stessa ragazzina diversi bicchieri che poi la mandarono in coma etilico. Ma tutti gli shottini conteggiati nelle cronache, in realtà, vennero condivisi con diversi ragazzini quella sera, e da qui la contestazione della procura di somministrazione illecita a minorenni.

Mercoledì mattina (20 marzo), dopo ore e ore di attesa in tribunale, dopo una mattinata ad attendere il proprio turno con i testimoni che scalpitavano (due per l’accusa - la ragazzina che finì in coma e un’altra -, mentre altri due minorenni per la difesa) il rinvio. Deciso nel pomeriggio dal giudice di Pace Camilla Brini, davanti al pm Stefano Antinori e al legale della imputata, Filippo Sabbatani. Rinvio al 19 febbraio 2020.

Un record, per Ferrara, dove anche qui, seppur con ritardi, i processi hanno rinvii limitati e la nostra giustizia non è poi così lumaca.

La storia è quella che si racconta ormai da anni. Quella sera di inizio autunno del 2016, e in diverse altre occasioni (queste le accuse), la titolare servì alcol alla ragazzina che poi venne ricoverata, e ad altri 4 ragazzini.

Il caso del Lobo Loco, scoppiò tra la fine di settembre e ottobre 2016 quando all’interno del locale la ragazzina dopo aver bevuto diversi shottini andò in coma etilico e finì in ospedale. Non era il solo caso che venne alla luce durante le indagini della Polizia, poiché sono emersi i casi di altri 4 ragazzini, tutti sotto i 16 anni. Un caso che diventò nazionale dicevamo, che venne ridimensionato, poiché non vennero mai venduti 18 shottini alla stessa ragazzina, un dato che non è mai emerso nel capo di imputazione.

Un caso pilota

Un caso che servì, comunque, per portare all’attenzione dell’opinione pubblica e dei gestori un problema da affrontare. Con nuove regole applicate da Comune e Polizia amministrativa della questura in questi anni. Non è un caso, infatti, se in questi anni agenti di polizia di Stato e locale hanno potenziato controlli, chiusi locali e sospeso licenze, come deciso in questi mesi dal questore Giancarlo Pallini: da un anno ad oggi, sono stati 25 i locali oggetto di provvedimento per alcol a minori o altro. —

D.P.

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