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Poligono, il pm non cambia idea Per il sindaco vuole la condanna

Annarita Bova
Poligono, il pm non cambia idea Per il sindaco vuole la condanna

Nell’incidente morirono tre persone. L’accusa ribadisce: la struttura era abusiva Il ministero responsabile civile: non ha chiesto di essere estromesso dal giudizio

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Richiesto il rinvio a giudizio per il sindaco di Portomaggiore Nicola Minarelli accusato di disastro colposo e omicidio colposo plurimo per aver tollerato e consentito la costruzione di parte del Poligono di Portomaggiore senza tutte le licenze necessarie e dunque abusiva.

l’udienza

Ieri mattina in Tribunale a Ferrara l’udienza davanti al Gup Silvia Marini. Come prevedibile, il pubblico ministero Ombretta Volta ha chiesto il rinvio a giudizio per il sindaco Nicola Minarelli, presente in aula e difeso dall’avvocato Bernardo Gentile, che ha sostituto l’avvocato Fabio Anselmo.

«Non ho niente da dire al momento – spiega Minarelli subito dopo l’udienza – Vedremo a fine aprile». «Il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio – fa presente l’avvocato Gentile – Nessun colpo di scena, l’avevamo naturalmente previsto. Adesso studieremo le prossime mosse». L’udienza è stata aggiornata al prossimo 29 aprile.

Al momento Minarelli resta l’unico imputato e non è escluso che il legale Fabio Anselmo possa chiedere il rito abbreviato.

i fatti

Il 10 gennaio 2016 rimasero intrappolati all’interno del Poligono e morirono in un incendio tre persone: Maurizio Neri, Lorenzo Chiccoli e Paolo Masieri. Accusati i titolari della struttura, Fabio Ghesini (difeso dagli avvocati Alberto Bova ed Elisabetta Stabile), i suoi genitori e il socio Daniele Zancoghi. Per i genitori di Ghesini è stata chiesta l’archiviazione, così come per Zancoghi. Fabio Ghesini ha chiesto di patteggiare, l’unico imputato è dunque al momento Minarelli in quanto primo cittadino al momento della tragedia e dunque responsabile.

Per i Ghesini e per Zancoghi il giudice si pronuncerà sempre a fine aprile.

il ministero

Presente in aula anche un rappresentante del ministero degli Interni, chiamato su richiesta delle parti, che si è costituto responsabile civile.

I legali delle famiglie delle vittime, Lorenzo Chiccoli e Maurizio Neri (la famiglia di Paolo Masieri ha deciso di non costituirsi parte civile) avevano chiesto la citazione in giudizio il ministero dell’Interno perché il sindaco Minarelli è stato imputato in quanto soggetto titolare a concedere la licenza e di conseguenza ha operato come diramazione periferica del Ministero.

Il rappresentante del ministero era ieri presente come Responsabile civile e non ha chiesto l’estromissione dal procedimento, pur specificando che non esiste “alcun tipo di subordinazione tra il sindaco e il ministero”. Ascoltato nell’udienza di ieri mattina anche l’avvocato Simone Trombetti, che rappresenta la proprietaria dell’immobile confinante con il Poligono e dichiarato inagibile dopo il rogo. —



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